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Vespa samurai contro cimice asiatica, primi «lanci». Ma la guerra sarà lunga

Servizioagricoltura

Parte la lotta naturale contro la cimice asiatica, l’insetto che negli ultimi anni ha letteralmente devastato l’ortofrutta italiana

di Giorgio dell’Orefice

I quattro pilastri dell’agritech

Parte la lotta naturale contro la cimice asiatica, l’insetto che negli ultimi anni ha letteralmente devastato l’ortofrutta italiana

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«Che si parta è di certo un’ottima notizia. Ma va detto a chiare lettere che non abbiamo trovato né una panacea, né un vaccino. Solo una contromisura parziale che per giunta per dare risultati tangibili, avrà bisogno di tempo, molto tempo». Commenta così i primi lanci – si chiamano così – avvenuti in questi giorni di vespa samurai, l’antagonista della cimice asiatica, l’insetto che negli ultimi anni ha letteralmente devastato l’ortofrutta italiana provocando danni che rivaleggiano per dimensioni con quelli da maltempo. Coldiretti stima che le perdite per la cimice asiatica (ma si tratta di un outlook largamente condiviso anche da altre organizzazioni agricole) ammontino a circa 740 milioni di euro.

Una distruzione di prodotto che ha colpito in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lombardia ma che ha toccato in maniera significativa anche Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Tra le singole colture, secondo quanto emerge da un report del Cso, Centro servizi ortofrutticoli, ad essere colpite sono state in primo luogo le pere con una stima dei danni di 267 milioni di euro e con una particolare esposizione dell’Emilia Romagna regione nella quale si produce il 70% delle pere made in Italy. A seguire le mele (177 milioni), pesche e nettarine (88 milioni) e ma anche il kiwi (oltre 50 milioni di euro). Un vero e proprio flagello e che finora ancora non aveva conosciuto una forte azione di contrasto.

Nei giorni scorsi però si è finalmente voltato pagina con il via libera ai primi lanci di vespa samurai. L’antagonista opera come oloparassita ovvero depone le proprie uova sulle uova della cimice asiatica e la larva che ne nasce, diventata adulto, si ciba delle uova della cimice asiatica contribuendo così ad abbatterne la presenza in un determinato territorio. «L’operazione richiederà tempo – spiegano dalla Fondazione Mach dell’Istituto di San Michele all’Adige (Trento) che ha seguito i lanci in Trentino –. Non ci si aspetta il contenimento dei danni nei primi tre anni. E sarà inoltre necessario lavorare con grande costanza: sarà infatti necessario ripetere i rilasci 2-3 volte all’anno per almeno tre anni. Non è quindi una operazione di lotta diretta alla popolazione di cimice insediata nel frutteto, ma un intervento indiretto di controllo della popolazione nell’ambiente che solo successivamente si concretizzerà in una riduzione della pressione di infestazione verso la coltura e di conseguenza nella riduzione, se non addirittura l’eliminazione, dei trattamenti chimici per questo fitofago».

«Ci vorrà tempo – spiega il responsabile ortofrutta di Coldiretti, Lorenzo Bazzana – perché la cimice non verrà sradicata con la semplice introduzione della vespa samurai. Si tratta di un parassitoide che si andrà ad affiancare ad altri parassidoidi indigeni e che dovranno creare un nuovo equilibrio nel quale la cimice asiatica non scomparirà. E anche i danni continueranno ad essere provocati. Speriamo solo di ridurli in maniera consistente. L’altro aspetto chiave è quello degli aiuti. Il Governo ha stanziato 80 milioni di euro per indennizzi agli agricoltori danneggiati. Risorse che sembrano sottodimensionate rispetto ai danni subiti. Se ne dovrà riparlare».

«Uno degli aspetti che più ci preoccupa – aggiunge Davide Vernocchi di Alleanza Coop – è che a causa del coronavirus e del lockdown molte aziende del settore ortofrutticolo non sono riuscite ad assicurarsi. Né contro i danni da maltempo, né tantomeno contro la cimice asiatica che o non è contemplata dalle polizze o lo è ma a costi quasi proibitivi».


questo articolo è stato scritto da di Giorgio dell’Orefice a questo indirizzo. e qui ripubblicato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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