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Vendita di farina in sofferenza (-25%) con tracollo dell’export e chiusura Horeca

DATI Italmopa

L’Associazione Industriali Mugnai d’Italia sottolinea come il forte aumento delle vendite di farine allo scaffale per utilizzo domestico durante il lockdown non sia stato sufficiente per contrastare la crisi del settore

di Maria Teresa Manuelli

L’Associazione Industriali Mugnai d’Italia sottolinea come il forte aumento delle vendite di farine allo scaffale per utilizzo domestico durante il lockdown non sia stato sufficiente per contrastare la crisi del settore

4′ di lettura

Contrariamente a una diffusa convinzione, il settore molitorio sta registrando, dall’inizio dell’emergenza Covid-19, una contrazione particolarmente significativa dei volumi di vendita di farina di frumento tenero. Lo afferma Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia.
«Le ricorrenti notizie relative al forte aumento delle vendite di farine allo scaffale per utilizzo domestico sono effettivamente corrette. È tuttavia importante precisare che queste rappresentano, mediamente, meno del 5% dei volumi totali di farina, complessivamente pari a 4 milioni di tonnellate annue, prodotti dall’Industria molitoria – sottolinea Giorgio Agugiaro, presidente della Sezione Molini a frumento tenero Italmopa –. A fronte di un incremento nelle vendite delle confezioni da 1 kg destinate ai consumatori, constatiamo, da un lato, un crollo della richiesta proveniente dal canale Horeca (ristoranti, pizzerie, bar, alberghi…) e dalla pasticceria e, dall’altro, una riduzione, seppur contenuta, della domanda da parte della panificazione e di alcuni comparti dell’industria dolciaria. Parimenti registriamo un preoccupante tracollo dell’export dopo un trend positivo ormai ultradecennale».

Riduzione del 25% a marzo
Complessivamente, stima Italmopa, la riduzione delle vendite dall’inizio del mese di marzo si è attestata intorno al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e un recupero nei prossimi mesi è difficile, tenuto conto che il canale horeca sta scontando, anche dopo la fine del periodo di emergenza, una contrazione dovuta alle misure di cautela adottate e al forte ridimensionamento dei flussi turistici. «Dalle risultanze oggi in nostro possesso – conclude Agugiaro – possiamo affermare che la panificazione artigianale, dopo la riapertura, si mantiene su volumi costanti, mentre il canale horeca, rimasto fermo durante tutto il periodo di lockdown, è ripartito molto lentamente. Al contempo, si è verificata una grossa frenata dei consumi di farina anche presso la Gdo, a seguito dell’incremento delle scorse settimane quando gli italiani, costretti a restare nelle proprie abitazioni, hanno riscoperto il piacere di pane, pizza e dolci fatti in casa».Le aziende operanti nel settore sono state costrette quindi a ripensare la propria attività anche con iniziative dirette a clienti, consumatori e nuovi canali.

Le strategie messe in campo dalle aziende
«In Petra-Molino Quaglia abbiamo reagito subito: all’inizio della chiusura abbiamo creato un fittissimo calendario di dirette con molti dei migliori pizzaioli, panificatori e pasticceri della penisola, chiamati a condividere le loro conoscenze di solito riservate a congressi professionali, live sulla pagina Instagram», spiega Piero Gabrieli, responsabile marketing dell’azienda che da sempre si rivolge agli artigiani del gusto (pizzaioli, panificatori, pasticceri). «In più ogni giorno a partire dagli inizi di aprile teniamo appuntamenti in diretta video nella nostra pagina Facebook su ricette casalinghe e professionali rispondendo in diretta alle tante domande di chi ci segue». Altra iniziativa è stata il rafforzamento della vendita diretta al pubblico. «Petra finora contava soprattutto clienti professionali con un piccolissima percentuale di appassionati della panificazione. Questa percentuale si è allargata esponenzialmente, circa +300%, grazie a una logistica molto ben organizzata che ci ha permesso di consegnare in tempi rapidi».

Molino Spadoni, tra i leader nel settore delle farine e delle miscele speciali, ha potenziato invece l’offerta per il ‘punto caldo’ della Gdo, un reparto che negli ultimi anni gode di sempre maggior risalto. Il ‘punto caldo’ è quel luogo che, all’interno della grande distribuzione, si occupa di preparare, cuocere e vendere pane e prodotti da forno, dolci e salati. L’azienda ha quindi mutuato nei panificati la sua esperienza nel campo dell’industria molitoria per fornire prodotti surgelati – pane precotto, impasti per pizza e piadina, basi per pizza e focacce, focacce soffici e panificati senza glutine – alla distribuzione. «Abbiamo fatto importanti investimenti tra beni immobili e macchinari di circa 9 milioni di euro nello stabilimento destinato ai surgelati – spiega Marco Ponticelli, Project Manager Molino Spadoni – e abbiamo creato una gamma di semilavorati per rispondere alle esigenze del punto caldo della gdo, che comportano da parte del personale operante una lavorazione semplice e una qualità alta e standardizzata». Il Gruppo Spadoni, per far fronte alla domanda di prodotti sia nella gdo che attraverso la richiesta diretta online, ha poi riorganizzato il proprio piano produttivo e gestionale. Il segmento farine ha dovuto infatti affrontare il raddoppio produttivo, da 250mila sacchetti dello stesso periodo 2019, a 500mila sacchetti di oggi. Ha pertanto alleggerito di personale le aree dedicate al foodservice, attualmente a regime ridotto, per rafforzare, anche attraverso nuove assunzioni a tempo determinato, gli stabilimenti di produzione di beni per la gd e do. «Solo per gestire le spedizioni dello shop online – conclude Ponticelli –, sono state richiamate oltre 15 persone dello staff dei ristoranti dalla cassa integrazione. Nel mese di marzo sono stati evasi oltre 1.600 ordini, apportando un fatturato di oltre 80mila euro. Durante la sola prima settimana di aprile è stato raggiunto addirittura lo stesso numero del complessivo mese precedente: oltre 1.500 ordini e 70mila euro di fatturato».

Per approfondire
Con il grano a prezzi record soffrono le farine e i dolci


questo articolo è stato scritto da di Maria Teresa Manuelli a questo indirizzo. e qui ripubblicato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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