Food & Wine

Summit Food: il Made in Italy è resiliente. Economia circolare e blockchain per la ripresa

Lo sviluppo dell’agroalimentare passa anche inevitabilmente attraverso integrazione della filiera produttiva con i sistemi territoriali di pertinenza. Ad affermarlo Claudia Merlino, Direttore Generale Cia Agricoltori Italiani: “L’emergenza coronavirus ha riportato l’attenzione sull’importanza e centralità del cibo Made in Italy soprattutto, local, che ha spinto a una revisione dei processi di scambio, dal campo alla tavola. Il trend che esce rafforzato è verso lo sviluppo di reti d’impresa territoriale che puntano su tipicità agricole e alimentari del territorio, sul coinvolgimento attivo dei suoi attori, dagli agricoltori ai consumatori, passando per commercio e logistica, ma anche per enti locali e mondo della ricerca”.

Packaging e sicurezza

Sul tavolo virtuale del summit si è affrontato anche il ruolo del packaging per una distribuzione alimentare sostenibile. “La supply chain degli imballaggi, in particolare di quelli plastici, ha garantito nel periodo di lockdown la filiera agroalimentare senza rotture di stock adattando le proprie capacità produttive con picchi che hanno raggiunto anche il +40%” ha sottolineato Stefano Lazzari, Consigliere Pro Food Italia, Ceo Sirap Group. Marco Omboni, Consigliere Pro Food Italia, Sales and Marketing Manager Isap Packaging, ha invece evidenziato come “il Covid abbia messo in luce la necessità di valutare prodotti e materiali in chiave di sostenibilità globale, con particolare attenzione alla sicurezza del consumatore. Rispetto ad un approccio del genere, gli imballaggi monouso in plastica per alimenti hanno e avranno ancora molto da dire”.“La Plastic Tax mette a rischio 3.000 aziende, con 50.000 dipendenti e 12 miliardi di fatturato” ha dichiarato Nicola Ballini, Consigliere Pro Food Italia, General Manager ILIP. “ Una tassa che toglie ossigeno al settore e ne impedisce lo sviluppo possibile- verso le bio plastiche e altre soluzioni che hanno bisogno di tempo e investimenti per crescere- indebolendo il tessuto industriale” ha poi aggiunto il manager.

Ripartenza e cambiamenti climatici

Nel futuro, aldilà del virus, non potrà mancare una protezione reale verso gli eventi avversi tipici del cambiamento climatico. Purtroppo, ha sottolineato Andrea Bertalot, Vice Direttore Generale di Reale Mutua, in Italia persiste ancora una scarsa propensione a stipulare polizze assicurative: lo fanno meno del 10% delle imprese agricole. Per questo è stato lanciato il programma AGRIcoltura100, l’iniziativa che vuole mappare in modo strutturato i nuovi bisogni delle imprese agricole per sviluppare soluzioni innovative con cui continuare a proteggerlo con efficacia. Un altro aiuto questo a un settore fondamentale ma complesso che non ha bisogno solo di sostegno ma anche di cambiare passo. Gli strumenti ci sono tutti, conclude il prof. Caroli ma per farlo è necessario spostare nel medio e lungo termine la prospettiva di crescita e di ritorno economico promuovendo investimenti nella concezione del prodotto per ridurre gli sprechi, nelle nuove tecnologie, nelle persone e nell’integrazione di rete delle imprese.

La Pac che verrà

Diventare grandi attraverso accordi e investimenti diventerà fondamentale per affrontare anche il New Green Deal, il progetto lanciato dalla Commissione Ue per portare l’Europa verso l’abbattimento delle emissioni gassose nocive e contribuire concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici. A illustrane le linee guida Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo che, in un messaggio video, ha sottolineato come la nuova politica sarà perfezionata nei prossimi due anni, per entrare in vigore nel 2023: “Il nostro obiettivo è stabilire nuove regole per il settore incentrate su sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. Un impianto normativo, adeguatamente finanziato con le risorse del Quadro pluriennale 2021-2027 e del piano post-Covid New Generation Eu, che dovrà incentivare, e non penalizzare, i nostri agricoltori e le imprese dell’agroalimentare a produrre di più e con meno chimica inquinante”.


questo articolo è stato scritto da di L.Ben. a questo indirizzo. e qui ripubblicato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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