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Sugli scaffali della Gdo è boom per i prodotti iperproteici

CONSUMI 

Almeno 215 le referenze che segnalano sulle confezioni di essere un’ottima fonte di proteine. Tante le novità nell’ultrafresco: dallo yogurt colato islandese, al latte fermentato svedese

di Manuela Soressi

Almeno 215 le referenze che segnalano sulle confezioni di essere un’ottima fonte di proteine. Tante le novità nell’ultrafresco: dallo yogurt colato islandese, al latte fermentato svedese

3′ di lettura

Tempi duri per i carboidrati, che vedono a rischio il loro ruolo di sovrani indiscussi dell’alimentazione italiana. L’ossessione per la forma fisica, il successo delle diete chetogeniche e l’attenzione al mantenimento della tonicità muscolare (legata anche all’invecchiamento della popolazione) stanno spingendo gli italiani a preferire gli alimenti ad alto contenuto di proteine. Prodotti naturalmente ricchi di questi nutrienti oppure arricchiti, fino a poco tempo fa destinati a un target specifico, quello degli atleti, e che invece negli ultimi anni hanno raggiunto un pubblico ben più ampio, determinando un aumento della domanda anche nei normali circuiti distributivi e non più solo in palestre o negozi per sportivi.

E così al super sono comparsi gli albumi liquidi confezionati in brik, con un boom di vendite. Anche quelle di yogurt greco, altro prodotto iperproteico, crescono da anni (+9% a volume solo nel 2019) e oggi, secondo Nielsen, sono arrivate a 188 milioni di euro di sell-out. Per non parlare del revival dei fiocchi di latte, che, dopo anni di dimenticatoio, grazie al loro apporto proteico sono tornati in auge: nel 2 019 gli italiani ne hanno comprato il 15% in più rispetto ai 12 mesi precedenti (fonte Iri).

215 i prodotti a scaffale

Il successo dei prodotti ad alto valore proteico si misura anche da quei 215 prodotti a scaffale che, secondo l’Osservatorio Immagino, segnalano sulle confezioni di essere un’ottima fonte di proteine.Le aziende del settore alimentare hanno assecondato questo trend e molte si sono lanciate in questo new business, sull’onda di quanto sta succedendo all’estero (e negli Usa in particolare). Lo hanno fatto grandi gruppi (come Danone, che ha lanciato il drink iperproteico HiPro) e pmi “insospettabili”, come la marchigiana Spinosi, che ha affiancato ai suoi tradizionali maccheroncini di Campofilone anche le fettuccine Zero+, ad alto contenuto di proteine e fibre. E poi ci sono le start up nate espressamente per cavalcare questo mercato. Come Yoeggs: partita brevettando lo “yogurt” senza latte”, realizzato con gli albumi, e che oggi propone una intera gamma di prodotti, tutti iperproteici e senza lattosio, che sono entrati anche nella dieta di sportivi professionisti, come i giocatori dell’Inter o dell’Olimpia Armani. In effetti oggi mettere più proteine nel piatto è davvero facile. Si possono aumentare i consumi di alcuni prodotti comuni, come uova, formaggi, affettati e hamburger, come hanno fatto gli italiani nell’ultimo anno.

La gamma siggi’s, yougurt colato islandese di Lactalis Nestlè

Dallo yogurt greco al latte fermentato svedese

Ma alla crescita dell’intake proteico hanno contribuito anche alimenti meno tradizionali e il cui successo recente si deve, in gran parte, proprio al loro posizionamento salutistico incentrato sull’accoppiata tante proteine/pochi grassi, L’esempio di maggior successo degli ultimi anni è lo yogurt greco, che ha aperto la strada ad altri prodotti analoghi, provenienti da differenti tradizioni produttive, come lo skyr di matrice islandese o il kefir di origine orientale. Un segmento di mercato in cui si confrontano tutti i competitor dello yogurt, anche perché è uno dei pochi a crescere in modo ininterrotto da anni. “Nel mondo dell’ultrafresco ci sono diversi prodotti ad alto tenore proteico e stanno crescendo rapidamente – afferma Salvatore Reina, group brand manager di Lactalis Nestlè Prodotti Freschi Italia -. Come il nostro brand siggi’s, lo yogurt colato all’islandese lanciato nel 2019 che sta ottenendo risultati importanti. Da maggio abbiamo allargato l’offerta con Filmjolk, il latte fermentato alla svedese, anch’esso frutto di una ricetta semplice, con tante proteine, meno zuccheri e nessun dolcificante artificiale. Caratteristiche che ne fanno una proposta rivolta a tutti i consumatori”.

L’interesse per i prodotti ricchi in proteine ha spinto le aziende a investire in R&S per estendere questo concetto anche ad altri prodotti e occasioni di consumo, puntando su un target più ampio. Come ha fatto Parmalat con il latte Colazione Plus, che unisce gratificazione e salutismo, grazie a un gusto ricco e al 50% di proteine in più rispetto al latte tradizionale. “Questo prodotto ha raggiunto un buon posizionamento sugli scaffali e ha avuto un ottimo apprezzamento presso i consumatori– spiega il direttore marketing Giuliano Gherri –. Del resto gli italiani sono sempre più aperti a sperimentare e poi premiare le innovazioni che “valgono” e il compito dei leader è quello di interpretare e anticipare questi bisogni attraverso un continuo processo di ricerca e innovazione. In Parmalat stiamo lavorando a diversi progetti che vedranno la luce già da quest’autunno, nell’ambito di un piano di lanci e innovazioni continue che si svilupperanno nei prossimi anni”.


Articolo di di Manuela Soressi pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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