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su iOS 15 si può usare il volto anche per app e siti

Con il lancio di iOS 15 e di macOS Monterey, Apple ha introdotto cambiamenti che porteranno gli utenti a non dover più inventare né ricordare password in vita loro. Il sistema prende il nome di passkey e utilizzerà l’autenticazione biometrica di Face ID o di Touch ID per identificare il proprietario non solo presso il telefono o il Mac, ma anche all’interno delle app, dei siti web e delle piattaforme online ai quali si è iscritti.

La novità è stata presentata nel corso delle sessioni della WWDC dedicate agli sviluppatori, proprio perché per il momento Apple mira a convincere questa categoria di persone ad abbracciare la novità all’interno delle loro app. Il sistema permette in sostanza di autenticarsi a ogni sito, app o servizio in un solo rapido passaggio: dopo aver inserito il nome utente per identificarsi, la conferma la farà Apple controllando l’impronta digitale o il volto di chi sta provando ad accedere. Il sistema passkey è infatti integrato all’interno del Portachiavi dei dispositivi Apple, che fino a oggi ha custodito le classiche password memorizzate al suo interno dagli utenti.

L’abbandono delle password rappresenta una frontiera importante nella lotta per la sicurezza online: le sequenze di numeri e lettere sono difficili da ricordare per le persone e sempre più facili da indovinare o violare per hacker e sistemi automatizzati. Le passkey al contrario possono avere complessità enorme proprio perché non vanno ricordate, e in più non vengono mai riutilizzate da più di un servizio. Apple non è l’unica azienda a spingere per superare le classiche password con strumenti più evoluti: finora la soluzione più affidabile e pratica si è dimostrata quella delle chiavette hardware, che però vanno portate sempre con sé. Con il sistema passkey, iPhone e Mac diventano la chiave di autenticazione, scongiurando questo rischio.

I potenziali problemi dietro…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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