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Sono le console (e non gli iPhone) il mercato principale di Fortnite: l’accusa di Apple

Settimana prossima è prevista una nuova udienza del processo che vede contrapposte Apple e lo sviluppatore di Fortnite, Epic Games. Quest’ultimo sta lottando per far riammettere il suo popolare sparatutto all’interno dell’App Store di iPhone, dal quale è stato bandito ormai l’anno scorso per aver messo in piedi un sistema di pagamenti in app che evita di corrispondere le percentuali del 30 percento richieste da Apple per queste transazioni. A pochi giorni dalla data in calendario sono emersi dei documenti che rivelano come in realtà iOS sia una delle piattaforme dalle quali Fortnite guadagna di meno in assoluto.

I guadagni di Fortnite

Come era facile intuire, le vere galline dalle uova d’oro per Fortnite sono le console casalinghe. È qui, con un grande schermo a disposizione e controller per muoversi con precisione, che i giocatori danno il meglio di sé all’interno del gioco: gli smartphone restano una soluzione di gioco appetibile ma sostanzialmente utile per giocare in movimento, quando le alternative non sono disponibili. I documenti rivelati lo certificano: nel periodo che va da marzo 2018 a luglio 2020, i ricavi ottenuti dalla vendita di articoli digitali nella versione del gioco per PlayStation 4 hanno rappresentato il 46,8 percento del totale. In seconda, terza e quarda posizione sono elencati rispettivamente Xbox One, Nintendo Switch e la versione di Fortnite per PC.

L’accusa di Apple

Dagli utenti iOS il gioco ha guadagnato solamente il 7 percento delle sue entrate negli ultimi mesi prima  di essere espulso dall’App Store. Il documento rivelato costituisce parte della difesa di Apple, che mira a dimostrare come in realtà l’importo del 30 percento trattenuto sugli acquisti effettuati in Fortnite sugli iPhone sia equo. Per il gruppo le commissioni sono al pari di quelle previste dai suoi concorrenti – che in questo caso vengono identificati in Sony, Microsoft e…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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