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soldatesse attraenti su TikTok per fare propaganda

La complessa questione palestinese che è riesplosa nei giorni scorsi a Gaza sta avendo strascichi anche sui canali social, con piattaforme come Facebook e TikTok che sono state accusate a più riprese di censura dagli oppositori dell’occupazione israeliana; il flusso di informazioni che circola online sull’argomento del resto può contribuire in modo significativo a orientare l’opinione pubblica in favore o contro ciascuna delle parti in causa e non stupisce l’attenzione per i portali di condivisione. Stando a quanto segnalato da Rolling Stone sembra però che al riguardo lo stato di Israele stia perseguendo una strategia particolare: utilizzare soldatesse di bella presenza come strumento di propaganda social per portare giovani e giovanissimi in tutto il mondo più vicini alle posizioni israeliane.

Da una parte – fa notare la testata – le forze di difesa israeliane sono da tempo e sorprendentemente abili nell’utilizzo dei social, compresi i più recenti come TikTok. Sull’app di condivisione video di origine cinese, l’apparato statale ha un canale da quasi 100.000 follower dove è estremamente attivo e condivide meme, partecipa a sfide e utilizza in modo accurato i tag, le ricondivisioni, gli audio e le funzioni secondarie dell’app. Non solo: i contenuti del canale sono spesso incentrati su soldati e soldatesse di bella presenza, spesso curati come sarebbe difficile essere all’interno di un contesto di addestramento o peggio ancora bellico.

A questa attività si sposano le attività di influencer locali che spingono però nella stessa direzione: il caso citato è quello di Natalia Fadeev, una atleta di airsoft con la passione per le armi e più di 1 milione di follower su TikTok. La ragazza si è data il nome di Gun Waifu, ammiccando a un pubblico maschile e appassionato di armi, ma soprattutto è anche riservista dell’esercito israeliano e nei suoi ultimi tiktok non fa mistero delle proprie posizioni nei confronti di quanto sta avvenendo a Gaza in queste…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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