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se non accetti le nuove regole non potrai più usarlo

Sono probabilmente rimasti pochi gli utenti che ancora non hanno accettato le nuove regole che WhatsApp sta cercando di imporre da mesi ai suoi utenti, ma per queste persone la scadenza di sabato 15 maggio rappresenta un bivio: continuare a rifiutare i termini di utilizzo dell’app vorrà dire infatti non poter più continuare a collegarsi al servizio, e di fatto ad accedere alle conversazioni con i propri contatti.

A cosa servono le nuove regole di WhatsApp

Delle nuove regole di WhatsApp si parla ormai da gennaio di quest’anno, quando il gruppo Facebook ha deciso di cambiarle con un obbiettivo preciso in mente: rendere più facile alle aziende inviare pubblicità mirate agli utenti Facebook che usano WhatsApp. Il nuovo regolamento permetterà infatti agli esercizi commerciali di inviare i loro annunci agli utenti Facebook che hanno avviato con loro conversazioni sulla piattaforma di messaggistica. Il passaggio in realtà avverrà in modo automatico e sarà gestito dalla multinazionale di Mark Zuckerberg, che non comunicherà alle aziende alcun dato sensibile sull’identità degli utenti WhatsApp coinvolti. D’altro canto – trattandosi di un passaggio di informazioni (se pur indiretto) da una piattaforma all’altra, per implementarlo occorre il permesso degli iscritti.

Troppo difficile abbandonare l’app

È da questo aspetto che deriva l’insistenza degli sviluppatori di WhatsApp, che da mesi inviano periodicamente notifiche sulle nuove regole agli utenti che ancora non le hanno accettate. La prima ondata di avvisi ha provocato un esodo di utenti che si sono lanciati su piattaforme di messaggistica concorrenti come Signal e Telegram, ma per la maggior parte degli utenti non è così facile staccare la spina a WhatsApp: l’enorme mole di utenti iscritti ha reso il sistema semplicemente impossibile da abbandonare, per non perdere i contatti con amici, parenti e colleghi. Questo aspetto…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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