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Sanremo, ecco il cast dell’edizione 70+1. Avanti tutta: l’evento vale 37 milioni

Le incognite non sono poche, ma sulla 71esima edizione di Sanremo (anzi: edizione «70+1», come ama dire il direttore artistico Amadeus) è come se Mamma Rai volesse appendere il cartello «business as usual», leggibile sugli esercizi commerciali della Londra bombardata dai nazisti. Sanremo 2020, se vogliamo, è stata l’ultima parentesi di normalità nell’anno dell’imponderabile. Sanremo 2021, in programma dal 2 al 6 marzo, almeno nelle intenzioni punta a essere un segnale di ritorno alla normalità per il Paese. Vaccino permettendo. E così arriva un cast monstre: addirittura 26 Big più otto giovani. Della serie: facciamo crescere la gara perché gli ospiti, coi tempi che corrono, chi lo sa.

La lista rivelata a Sanremo Giovani

Amadeus ha svelato la lista dei Big (quasi tutti presenti in studio), in diretta durante la finale di Sanremo Giovani dal Casinò della cittadina ligure che ha assegnato gli otto pass per l’Ariston (andati a Gaudiano, Folcast, Greta Zuccoli, Davide Shorty, WrongOnYou, Avincola più i due artisti selezionati da Area Sanremo: Elena Faggi e i Dellai). Ci sono i vincitori di edizioni passate, a rassicurare lo spettatore sanremese medio: da Francesco Renga che nel 2005 si beccò gli applausi con il brano Angelo ad Arisa che, dopo il successo tra i giovani nel 2009 con Sincerità, replicò nel 2014 con Controvento, fino a Ermal Meta, vittorioso nel 2018 in coppia con Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente. Non mancano veterani come Max Gazzè che ha all’attivo cinque partecipazioni.

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Occhi puntati su Fedez e Michielin: podio possibile

Significativa la rappresentanza femminile, quasi a voler spazzare via le polemiche sul «passo indietro» dell’edizione scorsa: Noemi, Annalisa e Malika Ayane (tutte a quattro partecipazioni), addirittura Orietta Berti, convalescente dal Covid e reduce da 12 festival (l’ultimo quello del 1992 con Giorgio Faletti). Torna Francesca Michielin che nel 2016 arrivò seconda e rappresentò l’Italia all’Eurovision. Con lei sul palco ci sarà Fedez, per la prima volta in gara a Sanremo. Duetto inedito tra pop e rap che prenota il podio. E se la di lui consorte Chiara Ferragni sarà in qualche modo coinvolta nell’operazione, c’è da credere che, oltre a Sanremo, potrebbero vincere pure campionato, Coppa Italia e Champions. Torna Bugo sull’onda lunga della popolarità dovuta alla lite con Morgan di Sanremo 2020 che finì con l’esclusione dei due. Stavolta meglio solo che male accompagnato, ma Morgan riesce comunque a far parlare di sé e a prendersi un’espulsione: escluso dalla giuria di Sanremo Giovani per aver attaccato Amadeus che, a suo dire, non lo avrebbe scelto tra i campioni in gara.

Maneskin, rocker de noantri

Tornano in Riviera lo Stato Sociale, che nel 2018 trascinarono l’Ariston con Una vita in vacanza e la vecchia che ballava, e il rapper Ghemon. Nutritissima la schiera dei giovani: dai Maneskin, alfieri del rock ruspante de noantri, a Irama (già passato dall’Ariston sia tra i Big che tra le Nuove Proposte). L’italo-brasiliana Gaia arriva direttamente dall’ultima edizione, vinta, di Amici, mentre la rapper Madame a 18 anni già spopola, anche grazie all’endorsement che le ha riservato Cristiano Ronaldo condividendo un suo brano su Instagram. Fasma, tra i giovani un anno fa, si è guadagnato la promozione tra i Big a colpi di visualizzazioni. Hanno bruciato le tappe, in pochi mesi, anche il giovane cantautore Fulminacci e il rapper Random.

Sanremo è Sanremo, ma business is business

Per la quota indie, quest’anno ci sono Coma_Cose, l’accoppiata Colapesce e Dimartino, la Rappresentante di Lista (chiamati l’anno scorso da Rancore per la serata dei duetti), Willie Peyote, Aiello e il gruppo romagnolo degli Extraliscio con Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Completa il quadro Gio Evan. Chi era costui? Dai che lo sapete: quello della canzone con cui Elisa Isoardi lasciò Matteo Salvini. Si va avanti come si può, Covid permettendo. Vuolsi così colà dove si puote. Non sarebbe facile, per la Rai, rinunciare a un evento che l’anno scorso ha fruttato 37 milioni di raccolta pubblicitaria. Perché Sanremo è Sanremo. E business is business.


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