Business & Management

Riccardo Zacconi, il padre di Candy Crush: le app salveranno l’Italia

Milano, 18 agosto 2020 – 17:13

Il co-fondatore di uno dei giochi di maggior successo della storia delle app ha portato a Roma con la Luiss L’cole42, la scuola per sviluppatori di Xavier Niel: Ho investito mezzo milione. Prossima tappa Milano

di Massimo Sideri

Insegnare a imparare. Per Riccardo Zacconi, 53 anni, il discreto co-fondatore di Candy Crush, uno dei giochi di maggior successo della storia delle app, non una contraddizione: Se cerchi una risposta a qualunque cosa la trovi su Internet da solo, se sai come fare. Oppure parlando con altre persone, ma quelle giuste. In sintesi: imparare a porsi le domande giuste e selezionare le fonti. per questo che il chairman di King (da poco pi di un anno ha lasciato il lungo incarico anche di ceo della sua creatura, senza rimpianti) ha lavorato oltre due anni per portare in Italia 42, L’cole gratuita di programmazione che seleziona ragazze e ragazzi esclusivamente sulla base del talento voluta dall’imprenditore francese Xavier Niel a Parigi e poi diventata un format in giro per il mondo, Silicon Valley compresa. Il progetto era stato annunciato dallo stesso Zacconi a Milano durante il lancio del Corriere Innovazione nel 2018. Ma Milano si lasciata sfuggire un’occasione che invece ha colto l’Universit Luiss a Roma con il direttore Giovanni Lo Storto e il rettore Andrea Prencipe. Servono due milioni per mantenerla, perch tutto gratuito per gli studenti. Io — racconta sempre Zacconi — ho investito personalmente mezzo milione per i prossimi cinque anni, ma la Luiss ha avuto il merito di crederci e partire anche se siamo alla ricerca di partner. Non servono lauree o documenti di studio. Si entra solo sulla base del test logico in cui viene valutata anche la presenza delle giuste motivazioni. Una filosofia che nasce dalla storia dello stesso Niel, non certo uno studente modello, che lasci la scuola a 16 anni per programmare con il sui Sinclair e diventare milionario con il fatidico Minitel, antesignano francese della Rete. Se uno ha avuto sfortuna durante gli anni del liceo — ragiona Zacconi — si pu rovinare per tutta la vita, anche se ha del talento. Ecco perch la 42 cos inclusiva e prende ragazze e ragazzi dai 18 ai 35 anni. Bisogna considerare che non un esperimento ma un sistema gi collaudato in giro per il mondo. Come mai un limite dei 35 anni? Prima di tutto il modello non flessibile, ma si importa una sorta di licenza. Inoltre c’ una ragione pratica. Io — ricorda Zacconi che ha fatto la Luiss di cui un orgoglioso alumni — ho impiegato dal ‘99 al 2003 per iniziare con King e poi ci sono voluti nove anni per raggiungere il successo. Insomma, se esci dopo i 35 anni dalla scuola non impossibile farcela con una start up ex novo, ma si pu dire che sia improbabile. Detto ci, mai desistere. Zacconi non contrario al sistema educativo tradizionale: Non vedo due sistemi in antitesi. Certo un’altra cosa interessante del sistema dell’cole che non c’ un incentivo, buono ma anche negativo, che di fatto il passare l’esame. come se nel fare gli esami all’universit ci fosse un incentivo a fregare il sistema. Sai che se ripeti certe cose ce la puoi fare. Qui non ci sono esami: se non impari veramente a fare delle cose non hai nessun vantaggio. La 42 romana avr la propria sede negli uffici della stazione Termini di Luiss Enlabs. Le iscrizioni sono aperte. E nell’era del Covid-19, con un dibattito mondiale sulla trasformazione in corso dell’educazione e sulla necessit di acquisire competenze digitali, il momento non poteva essere pi attuale. Sono contentissimo — conclude Zacconi con il tipico entusiasmo del giving back anglosassone che caratterizza chi ce l’ha fatta anche da giovane e cerca di lasciare un segno nella societ dopo aver ottenuto tante cose — perch questa esperienza pu cambiare l’Italia. So bene che 150 persone da sole non possono fare la differenza, ma se uno di questi ragazzi avr successo potr far crescere la propria societ e assumere altri ragazzi. Serve un volano, una sonorit di successo da Silicon Valley. Nel lungo termine l’impatto pu essere importante. La prossima tappa Milano. Se Milano, questa volta, ascolter. Resta il consiglio che in vita diede il grande direttore d’orchestra Georg Solti: Nella vita esistono tre cose: il talento, la fortuna e l’impegno. Il talento lo d la natura. La fortuna chiss quando passa. Resta solo una cosa: impegnarsi, impegnarsi, impegnarsi.

18 agosto 2020 | 17:13

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