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Recovery plan. Nella nuova bozza più fondi per il digitale: 66 miliardi. Scarica il documento

Nella bozza del Recovery plan 25,8 miliardi per innovazione imprese, 5G, banda larga (con particolare attenzione alle aree bianche e a quelle grigie), 20 miliardi per la Sanità digitale e 5 miliardi per la Pa digitale trainata dal cashless.

Da 48,7 a 66 miliardi. Ci sono più fondi per la transizione digitale nella bozza del Recovery plan messa a punto dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ed inviata ieri ai 4 partiti di maggioranza. 

Dunque il Mef prevede di investire nel digitale il 31,4% dei fondi del NextGenerationEu destinati all’Italia. È quanto emerge dalle 13 pagine delle “Linee di indirizzo” della nuova bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Next Generation Italia”.

Oltre ai 196 mld tra grants e loans previsti per l’Italia dal RRF, che il Governo ha deciso di utilizzare integralmente, un ulteriore apporto finanziario è fornito, sempre nell’ambito di Next Generation EU (NGEU), dai 13 mld di React-EU e dal 1,2 mld del Just Transition Fund.

Nella bozza del Recovery plan di dicembre le risorse erano poco meno di 49 miliardi la dotazione finanziaria prevista per la digitalizzazione del paese nel Piano nazionale di rilancio e resilienza. 

Ma ora le cose sono cambiate, con circa 20 miliardi in più destinate ad investimenti anche per il digitale, si legge nella bozza a pagina 4: “… l’ultima revisione della bozza di PNRR ha puntato ad accrescere le risorse nette per gli investimenti. Impiegando le risorse dei fondi nazionali di coesione FSC 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti in misura superiore a 20 miliardi per nuovi progetti in importanti campi che comprendono, ad esempio, la rete ferroviaria veloce, la portualità, il trasporto locale sostenibile, la banda larga e il 5G, il ciclo integrale dei rifiuti, l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno…”.

Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (45,9 miliardi)

La prima componente del piano, si legge nell’ultima bozza, “riguarda la digitalizzazione e la modernizzazione della PA. Il nome della componente è “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA”, per evidenziare la centralità dell’intervento, nell’ambito del Piano, sulla PA che dovrà attuarlo. In coerenza con tale impostazione, i programmi di individuazione dei fabbisogni, mirati sulle nuove competenze e professionalità di cui la PA è carente, e quelli di reclutamento straordinario, da realizzare in tempi rapidi, sono rimodulati in modo più funzionale all’attuazione prioritaria dei progetti del RRF ed è prevista un’evoluzione del portale del reclutamento PA”

Bozza Recovery: 25,8 mld per innovazione imprese, banda larga e 5G

L’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, comprese quelle del comparto editoria e della filiera della stampa, la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G ed investimenti per il monitoraggio satellitare sono i punti della seconda componente della Missione 1 del Piano di ripresa e resilienza, che prevede su questo settore uno stanziamento di 25,8 miliardi, integrati da 800 milioni di ReactEu. È quanto si legge nelle linee guida della bozza da portare in Consiglio dei ministri. 

“Ingenti risorse sul progetto banda larga, con particolare attenzione alle aree bianche e a quelle grigie“

“Ingenti risorse – è scritto nel testo – alcune delle quali già stanziate e di cui si punta ad accelerare i tempi di spesa, vengono allocate sul progetto banda larga, con particolare attenzione alle aree bianche e a quelle grigie. Viene finanziato il rafforzamento del programma Transizione 4.0, concentrando le risorse sulla dimensione più innovativa.

Salute. 19,7 miliardi per Assistenza di prossimità e telemedicina e Innovazione dell’assistenza sanitaria

Ben 19,7 miliardi per la sanità digitale.

La prima componente, “Assistenza di prossimità e telemedicina”, incrementata di quasi tre miliardi, è finalizzata a potenziare e riorientare il SSN verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza – “LEA”; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali.

Si vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti.

Lo stanziamento totale per questa componente è di 7,5 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu.

La seconda componente, “Innovazione dell’assistenza sanitaria”, anch’essa significativamente potenziata, è finalizzata a promuovere la diffusione di strumenti e attività di telemedicina, a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali a tutti i livelli del SSN, a partire dalla diffusione ancora limitata e disomogenea della cartella clinica elettronica. Rilevanti investimenti sono quindi destinati all’ammodernamento delle apparecchiature e a realizzare ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili, anche al fine di diffondere strumenti e attività di telemedicina.

Lo stanziamento totale di questa componente è di 10,5 miliardi, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di ReactEu.

Come digitalizzare la PA

“L’intervento sulla PA passa sia attraverso il rafforzamento e la valorizzazione delle competenze e la semplificazione dei processi decisionali e autorizzatori, sia attraverso investimenti nelle infrastrutture digitali, che dotino la PA di interfacce condivise che consentano di fornire servizi moderni, interoperabili e sicuri”, è scritto nelle linee di indirizzo.

Sviluppo di un cloud nazionale e la effettiva interoperabilità delle banche dati delle PA in sinergia con GAIA-X

Concretamente per la Pa digitale il Mef prevede di “lo sviluppo di un cloud nazionale e la effettiva interoperabilità delle banche dati delle PA avviene in parallelo e in sinergia con il progetto Europeo GAIA-X, nel cui ambito l’Italia intende avere un ruolo di primo piano. Tale componente deve concorrere a costruire un intervento di riforma strutturale, da precisare ulteriormente, che garantisca l’attuazione dei progetti e completi il percorso delle riforme della PA degli anni precedenti su alcuni aspetti cruciali. In questo quadro, occorre valorizzare in particolare la dimensione e l’impatto di genere (ad esempio in relazione allo sviluppo della smart working, e all’accesso a posizioni dirigenziali) e quello sui giovani (ad esempio in relazione al reclutamento straordinario per l’esecuzione del PNRR). Uno specifico profilo di investimento nell’ambito della missione, con una sua autonomia progettuale, è volto a potenziare la digitalizzazione ed il capitale umano del sistema giudiziario italiano al fine di accelerare lo smaltimento del pregresso. Tale linea di intervento, che assieme a quello sulla PA ha un impatto positivo anche sugli investimenti privati e l’attrattività del nostro sistema Paese, deve essere collegata a una strategia ambiziosa e condivisa di riforma della giustizia, da precisare meglio nel merito e nei tempi di attuazione”. Lo stanziamento totale per questa componente è di 11,3 miliardi.

5 miliardi per la Pa digitale

Infine, nella bozza del Recovery plan sono previsti 5 miliardi per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, guidata, secondo il Governo, dal piano Cashless

Cashback e lotteria degli scontrini sono le due iniziative del piano cashless. 

Lotteria degli scontrini

“La lotteria degli scontrini partirà a breve, il tempo di limare il provvedimento a doppia firma dei vertici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate. Sarà dedicata solo a chi effettuerà pagamenti digitali nei negozi fisici”, ha dichiarato Laura Castellani, Direttore Organizzazione e Digital Transformation, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante la videointervista in live streaming di Key4biz.

Per chi un fondo operativo da 2 miliardi

Inoltre è stato inserito anche un fondo operativo da 2 mld. “Si prevedono progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche più avanzate dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva. Si prevede a tal fine di costituire, all’interno di un sistema imperniato su un fondo di fondi, un fondo operativo con un apporto di 2 miliardi”.

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Articolo Originale di Luigi Garofalo, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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