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questo messaggio WhatsApp è una truffa

Un messaggio da WhatsApp che proviene da un amico: la sua carta di credito è scaduta, gliene serve una attiva. E poi la richiesta di lasciargli il proprio numero di carta in cambio di un bonifico. È l’ultima truffa che sta circolando su WhatsApp e sulla quale hanno puntato i riflettori gli uomini della questura di Brescia, attraverso un post pubblicato su Facebook in questi giorni. Il raggiro si presenta in modo semplice, ma risulta tremendamente efficace per via di un aspetto specifico: i messaggi truffaldini arrivano proprio dal numero di telefono di amici e parenti delle vittime, convincendoli in molti casi a credere alla legittimità delle richieste di aiuto.

La prima parte del raggiro

Nel messaggio pubblicato su Facebook, il team social della questura di Brescia specifica come il raggiro nasca da un processo precedente nel quale “i truffatori hackerano un account vero”. Il riferimento è a un altro tipo di truffa che da anni si aggira sul social, ovvero la truffa del codice: questo raggiro si diffonde ciclicamente su WhatsApp e permette agli autori di impossessarsi di account, estromettendo i legittimi proprietari. Una volta che i truffatori hanno accesso al profilo WhatsApp delle loro vittime intermedie, possono utilizzare questi numeri di telefono per farli fruttare contattando i numeri in rubrica per tentare di ingannarli.

Le vittime contattate

Per la truffa dell’acquisto con carta su WhatsApp i truffatori partono proprio da questa risorsa: l’elenco dei numeri di telefono segnati come contatti nella rubrica degli account appena violati. I numeri ottenuti vengono contattati con un messaggio iniziale sempre simile, ovvero “Ho bisogno di un favore”. La vittima riceve questo messaggio e lo vede provenire da un numero già memorizzato sul suo telefono – che si tratti di un vecchio amico, un collega o un parente stretto. A questo punto, chi risponde si vede tratto nel mezzo…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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