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Quest’app ti dirà se potresti avere un tumore della pelle

Presto nei, irritazioni e altre condizioni inusuali della pelle potranno essere analizzati direttamente dallo smartphone, che grazie alla fotocamera cercherà di capire se si tratti di lesioni trascurabili o di potenziali malattie come tumori. È l’ultima novità lanciata da Google all’interno della sua conferenza annuale Google I/O: un’app che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per aiutare gli utenti preoccupati a diagnosticare le malattie della pelle, e che sarà disponibile entro la fine dell’anno.

Come funziona l’app

Il funzionamento dello strumento è stato mostrato in anteprima durante la conferenza che si è tenuta ieri, 18 maggio, legato a un avvertimento da non ignorare: l’app non va assolutamente utilizzata come sostituto di una diagnosi medica. Fatta questa premessa, lo strumento è effettivamente quanto di più semplice si possa immaginare: per utilizzarlo si scatta una foto più chiara possibile della condizione da identificare, e si risponde a una serie di domande sulla natura della lesione. Al termine della raccolta dei dati basta attendere che gli algoritmi di Google isolino le lesioni inquadrate dal resto della pelle, per compararle con una banca dati di fotografie già immagazzinate. Grazie alla foto scattata e alle risposte date nel sondaggio, il sistema prende in considerazione fattori come dimensioni, spessore e forma dei nei o delle altre irregolarità inquadrate, e restituisce quella che gli sembra la corrispondenza più vicina a eventuali patologie.

Cosa sa fare

Sviluppata nel corso degli utlimi 3 anni, l’intelligenza artificiale alla base del sistema è stata nutrita con una banca dati di 65.000 immagini di condizioni mediche note, più milioni di altre immagini di sfoghi preoccupanti ma non necessariamente legati a condizioni gravi. Il risultato è un’app che può riconoscere 288 diverse malattie della pelle e che per questo è stata…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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