Green e sostenibilità

Perché la sostenibilità sarà prioritaria nella ripartenza post Covid-19

articolo di di Laura La Posta pubblicato su di Laura La Posta

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Imprese (come Enel, Blackrock e Kpmg), istituzioni europee ed enti (Asvis) concordi: la scelta green è obbligata e non sarà fermata dalla pandemia

di Laura La Posta

Il nuovo EU Next generation plan europeo è incentrato sulla sostenibilità

Imprese (come Enel, Blackrock e Kpmg), istituzioni europee ed enti (Asvis) concordi: la scelta green è obbligata e non sarà fermata dalla pandemia

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«Sbaglia clamorosamente chi pensa che la sostenibilità passerà in secondo piano nella ricostruzione dell’economia mondiale post Covid-19: è un percorso senza ritorno, per fortuna». Nessun dubbio da parte dell’amministratore delegato Enel, Francesco Starace, intervenuto al secondo live streaming 2020 dell’Asvis. Anzi, sdegno verso il sentiment che si sta diffondendo nel nostro Paese: che servano le mani libere dalla “burocrazia ambientalista” per far ripartire l’economia.

Enel: indietro non si torna

«La sostenibilità è intrinsecamente resilienza, competitività e riduzione del rischio: proprio quello di cui abbiamo bisogno per uscire dalla crisi economica scatenata dalla pandemia», ha rincarato la dose Starace, dall’alto del suo primato: unico italiano nel board del Global Compact Onu, il club delle imprese più green al mondo, e unico rappresentante del settore energia. Lui l’ha coltivata fin dal 2008 (quando fece partire l’avventura di Enel Green power) e ora può gustarla, l’uva della sostenibilità, mentre le volpi che sono sotto i filari troppo alti dicono che è acerba, come nella favola attribuita a Esopo.

Pochi giorni prima, uno dei suoi top manager, il direttore Innovability (Innovazione e sostenibilità) del Gruppo Enel, Ernesto Ciorra, esprimeva lo stesso concetto al lancio del Master in gestione della sostenibilità aziendale di 24 Ore Business school (al via il 19 giugno). Ma lo faceva da poeta, qual è (con quattro raccolte di poesie pubblicate all’attivo): citando Pier Paolo Pasolini, folgorante pioniere della differenza sostanziale fra sviluppo e progresso. Il vero progresso, inteso come elevazione umana e morale per innalzare la qualità della vita, è solo nel segno della sostenibilità, mentre lo sviluppo apre le porte al consumismo e al pragmatismo economico, scriveva Pasolini , nella raccolta «Scritti corsari» del 1975.

Per progredire – ha poi spiegato sempre poeticamente Ciorra – Enel ha portato avanti un piano di apoptosi, il programma di morte cellulare programmata che consente agli alberi e agli esseri viventi di rigenerarsi: eliminati tutti i miliardi di investimenti allocati in precedenza su fonti fossili e rotta sulle rinnovabili e la smart city (con investimenti per 28,7 miliardi di euro previsti tra il 2020 e il 2022).

Indietro, per Enel, non si torna. E i risultati le stanno dando ragione: il gruppo è il più grande player continentale fra le utility (e fra i big mondiali) e gli investitori ne riconoscono il valore, come dimostrato dal successo di due strumenti finanziari emessi da pioniere internazionale: prima i green bond e poi il primo General Purpose SDG linked corporate bond al mondo, che ha raccolto quattro miliardi e mezzo di euro sul mercato Usa e su quello europeo per finanziare il raggiungimento di tre Sdg (Sustainable development goal) dell’Onu.


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