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Per il garante della privacy TikTok non tutela abbastanza i minori

Secondo il garante è molto facile aggirare le norme per l’iscrizione, anche se l’azienda ha apportato delle modifiche, e non è chiaro come vengono trattati i dati

TikTok (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)Il Garante italiano per la protezione dei dati personali (Gpdp) ha avviato un procedimento contro TikTok. La contestazione è che la piattaforma multimediale della società cinese ByteDance abbia una scarsa attenzione alla tutela dei minori.
Tra le violazioni contestate dal Garante ci sarebbero anche la facilità con cui si riesce ad aggirare il divieto d’iscrizione imposto ai minori di 13 anni, la poca trasparenza e la scarsa chiarezza delle informazioni rese agli utenti. Inoltre TikTok avrebbe delle impostazione predefinite che sarebbero state valutate dal garante come non rispettose della privacy.
Nonostante TikTok sia già sotto l’occhio indagatore del comitato che riunisce le autorità europee voluto a gennaio dallo stesso Gpdp, il Garante italiano ha sentito comunque l’urgenza di aprire un procedimento formale nei confronti della piattaforma di video multiclip per tutelare maggiormente i minori italiani.

Le contestazioni

A TikTok viene innanzitutto contestato il fatto che le modalità d’iscrizione non tutelino adeguatamente i minori. Il divieto d’iscrizione imposto per i ragazzi con età inferiore ai 13 anni risulterebbe essere facilmente aggirabile una volta inserita una data di nascita falsa.
L’istruttoria alla quale però il garante fa riferimento è stata avviata dagli uffici dell’autorità a marzo di quest’anno e nel mentre TikTok ha apportato numerose modifiche alle sue policy successivamente  alle multe che la società ha dovuto pagare per non aver rispettato le regole dettate dal Gdpr. Tra queste modifiche una in particolare interessa proprio l’utilizzo di una falsa data di nascita per aggirare il limite d’età.
Il garante contesta anche il fatto che l’informativa sulla privacy rilasciata agli utenti sia standardizzata e scritta in un linguaggio che risulta essere poco chiaro persino agli adulti. Il Gpdp suggerisce di creare una sezione dedicata ai più piccoli, scritta con un linguaggio più semplice e con meccanismi di alert che segnalino i rischi ai quali si espongono.
Inoltre, secondo il garante della privacy, il social network non specificherebbe per quanto tempo conserva i dati raccolti dagli utenti, né l’uso che ne fa, né le modalità di anonimizzazione.
La società ora avrà 30 giorni per inviare le memorie difensive e chiedere eventualmente di essere sentita in merito alle accuse. Un portavoce di TikTok ha dichiarato: “La massima priorità per TikTok è quella di garantire la sicurezza e la privacy dei propri utenti, in particolare di quelli più giovani. Di recente abbiamo ricevuto una comunicazione da parte del Garante per la protezione dei dati personali: stiamo ancora ultimando la verifica delle conclusioni dell’autorità e continuiamo a collaborare con il Garante per fornire informazioni in risposta alle loro richieste. Tuttavia non concordiamo con diversi aspetti della loro analisi e su alcune delle conclusioni che sono state delineate. Dal momento che la nostra valutazione è ancora in corso, in questo momento non ci è possibile fornire ulteriori commenti”.
 

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Articolo Originale di Gabriele Porro, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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