Food & Wine

Pellegrino Artusi, festeggiamenti per i 200 anni dalla nascita del gastronomo

Il 4 agosto 1820 nasceva nella citta romagnola di Forlimpopoli l’autore de «La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene». Un libro nato quasi per scherzo nel 1891 e diventato con gli anni la bibbia del cibo. Ancora oggi preso ad esempio da studiosi e cultori di cucina

Pellegrino Artusi (1820-1911) è considerato il padre della cucina italiana.  Nel 1970 Einaudi ripubblicò il libro di Artusi all’interno della collana dei Classici, con un’introduzione firmata da Piero Camporesi, che lo collocava insieme a Pinocchio di Carlo Collodi e Cuore di Edmondo De Amicis fra i capisaldi della letteratura italiana dell’Ottocento.  Il bicentenario della nascita di Artusi viene festeggiato sia a Firenze, città nella quale ha trascorso più di 60 anni della sua vita, e a Forlimpopoli sua città natale, con una serie di incontri e cene, distanziamento sociale permettendo.  Artusi visse in un elegante palazzo in piazza Massimo d’Azeglio, dove ancora oggi viene ricordato con un lapide di marmo perché fu proprio li che venne scritto il celebre trattato di gastronomia, con l’aiuto dalla fedele domestica Maria Assunta Sabatini, detta Marietta, e dal suo cuoco Francesco Ruffilli. Tutti i piatti venivano provati e riprovati e poi messi a punto. «Il libro lo cominciò quasi per ischerzo – ricordava Maria Assunta Sabatini – ma poi vide che gli veniva bene e vi si appassionò. Scriveva sempre. Si alzava la mattina alle otto e si metteva a tavolino fino all’ora del pranzo. Poi riprendeva a scrivere per qualche ora. Era un continuo alternarsi fra studio e cucina, penna e pentole». Pellegrino Artusi raccolse 475 ricette (poi divenute 790 nelle successive riedizioni) recuperate dalla tradizione gastronomica italiana, con ampio spazio alla Romagna, sua terra d’origine, e alla Toscana, la patria che lo aveva accolto. Il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”  ebbe oltre cento riedizioni e fu tradotto in numerose lingue e con una tiratura di oltre un milione di copie: fu il primo bestseller culinario della storia. Le ricette dell’Artusi  percorrono l’Italia da nord a sud: dal risotto alla milanese ai maccheroni partenopei, passando per le tagliatelle romagnole e la panzanella toscana, raccontate attraverso un linguaggio vivace e ricco di aneddoti. Pellegrino Artusi morì a Firenze nel 1911, all’età di 90 anni, e venne sepolto nel cimitero di San Miniato a Monte: celibe e senza figli, nel testamento lasciò i diritti d’autore del libro ai suoi due cuochi, e ben 470 mila lire (una cifra oggi corrispondente a oltre un milione di euro) alla sua Forlimpopoli, destinando questo ingente capitale ai poveri del paese. E proprio per celebrarlo il 4 agosto, nelle cucine di tutto il mondo mani sapienti hanno tirato la sfoglia e preparato il compenso per i “Cappelletti all’uso di Romagna”, forse la più celebre ricetta di Artusi, quasi certamente la sua preferita. Oltre 200 i ristoranti che l’hanno preparata nel giorno del bicentenario, dall’Arabia Saudita alla Cina, dal Canada a Mauritius, dalla Russia alla Nuova Zelanda, dalla Svezia alla Spagna, dagli Stati Uniti all’Indonesia. L’iniziativa è stata lanciata da Gvci, network of di cuochi professionisti italiani presente in 70 Paesi, che promuove l’International Day of Italian Cuisines. Ma non c’era bisogno di allontanarsi troppo per degustare la ricetta. All’iniziativa hanno aderito anche nove ristoranti di S. Sofia: – La Contessa,  Trattoria Ramà, Il Palazzo di Ridracoli, Il Poderone, Hotel Leonardo, Fiaschetteria di Mortano, La vera Romagna di Biserno, Chalet Burraia, La Campanara” di Pianetto. A Castrocaro, invece, vari ristoranti propongono in menù fino al 9 agosto una scelta di ricette firmate Pellegrino Artusi. Nel capoluogo toscano, sotto la lapide sulla facciata del palazzo in piazza d’Azeglio al cui primo piano il genio culinario di Forlimpopoli sperimentò una per una le ricette de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, è stata celebrata la prima tappa delle ricorrenze artusiane alla presenza del presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani, dalla vicesindaca del comune di Firenze Cristina Giachi, di Luisanna Messeri, chef e autrice gastronomica, e di Luciano Artusi, pronipote di Pellegrino. Ad allietare la ricorrenza un ricco buffet preparato dall’associazione Cuochi Toscani che ha riproposto alcuni piatti della tradizione artusiana.


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