Food & Wine

Pasta 100% italiana, consumi in forte crescita. Export record per il settore

ISMEA

Il consumo di prodotti di questo segmento è aumentato in volume (23,1%) e ancor più in valore (+28,5%) nei primi sei mesi dell’anno

di Emiliano Sgambato

De Meo alla Commissione Ue: evitare una nuova guerra dei dazi

Il consumo di prodotti di questo segmento è aumentato in volume (23,1%) e ancor più in valore (+28,5%) nei primi sei mesi dell’anno

2′ di lettura

Non deve ingannare che nel primo semestre dell’anno i consumi di pasta siano cresciuti su base annua del 7,9% in volume e del 13,5% in valore, con le vendite nella Gdo che hanno raggiunto i 461,2 milioni di euro (di cui 107,2 milioni per la sola pasta 100% italiana).

Al di là del boom nel periodo del lockdown, infatti, non bisogna dimenticare che anche nel 2019 è continuata la lenta ma costante riduzione dei consumi interni e che il fatturato del settore (attorno ai 4,7 miliardi di cui 3,1 per la sola pasta secca) si realizza per oltre la metà all’estero. Nel 2019 infatti, «l’aumento dello 0,7% annuo della spesa delle famiglie italiane per la pasta di semola – nota Ismea – è dovuto esclusivamente all’incremento dei prezzi medi al consumo (+2%), mentre i volumi sono risultati in flessione dell’1,4%».

È però in controtendenza la pasta 100% italiana, un segmento che nel 2019 ha messo a segno un incremento di circa il 13% sia in volume che in valore; «crescita ancor più consistente nel primo semestre dell’anno, sia in volume (23,1%) e ancor più in valore (+28,5%)». Con una quota di mercato che è passata dal 17% nel 2018 al 20% nel primo semestre. Ma la produzione nazionale di grano duro è sufficiente a coprire il fabbisogno delle industrie solo per il circa il 65%: il saldo degli scambi con l’estero del frumento duro l’anno scorso è stato negativo per 627 milioni ( +47,2% rispetto al 2018) e i volumi importati hanno raggiunto 2,5 milioni di tonnellate. Stessa dinamica da gennaio ad aprile, quando «il disavanzo ha raggiunto 242 milioni di euro circa, peggiorando del 43% su base tendenziale».

Quotazioni in rialzo per il grano

A proposito della materia prima, Ismea nota che il quadro produttivo mondiale «si prospetta in lieve aumento: in sensibile crescita dovrebbero risultare i raccolti canadesi, mentre per quelli italiani si prefigura una sostanziale stabilità». La qualità della granella nazionale – secondo il parere di 68 tra aziende e molini – è «molto soddisfacente». Sul fronte prezzi si registra un trend rialzista: «A fronte di un incremento dei raccolti dell’1,3%, le scorte dovrebbero subire un’ulteriore e significativa contrazione».

Boom di esportazioni

Tornando alla pasta, il surplus commerciale nel 2019 ha superato la soglia di 1,7 miliardi (+6,7% sul 2018). Durante l’emergenza Covid, la crescita è stata del 32,5% a 733 milioni e le esportazioni hanno raggiunto 774 mila tonnellate (+28,3%). La percezione degli operatori indica un rallentamento dell’export per alcuni mesi, tuttavia, «le spedizioni oltre confine per l’intero 2020 dovrebbero crescere ancora». Il settore ha infine pagato meno di altri la chiusura dei ristoranti: del 50% della produzione che va al mercato interno, solo il 25% è destinato all’horeca.


Articolo di di Emiliano Sgambato pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


Show More

Redazione DReporter

Il Team di Redazione è composto da vari collaboratori e freelancers ognuno dei quali in focus sull'argomento trattato

Articoli Suggeriti per Te

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button