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Ora Google può rilevare i terremoti in anticipo usando gli smartphone come sismografi

Presto il tuo smartphone Android potrà avvisarti in anticipo di un terremoto in arrivo. Sarà un anticipo di pochi secondi rispetto all’arrivo della scossa, ma un anticipo che in situazioni simili può fare la differenza per trovare un riparo sicuro. L’annuncio è arrivato dalla casa di Mountain View, che ha anticipato la sua tabella di marcia per il rilascio di Android Earthquake Alert System, il suo servizio che utilizzerà i telefoni Android come sismografi per avvertire le oscillazioni del terreno e avvisare gli utenti nelle vicinanze prima di quanto possano fare altri sistemi di segnalazione.

Come funziona il rilevamento dei terremoti di Google

Google in realtà sta lavorando da mesi su questa funzionalità, proprio perché metterla a disposizione non è semplice come sembra. I segnali captati dagli accelerometri presenti negli smartphone possono infatti essere inaccurati: un singolo telefono scosso nelle mani di un utente genera informazioni compatibili con quelle di un terremoto, rischiando di portare a un falso allarme. Il sistema ideato da Google mette in relazione dunque i segnali anonimi provenienti da tutti i dispositivi di una data area e li compara tra loro; quando ottiene segnali sovrapponibili e riconducibili alle oscillazioni che tipicamente precedono una vera e propria scossa di terremoto, fa scattare l’allarme.

Il caso in Italia

Qualcosa di simile è avvenuto anche in Italia, quando cercando Terremoto su Google nel corso di una scossa è capitato più volte che il motore di ricerca sapesse già di cosa si stesse parlando, e avesse già pronte indicazioni da fornire agli utenti. Si trattava della fase preliminare del progetto: il sistema ideato dalla casa di Mountain View sapeva già capire quando ci si trovava in presenza di una scossa di terremoto, ma non era ancora stato ritenuto abbastanza evoluto dagli sviluppatori per poter lanciare allarmi alla…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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