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Oms, l’Italia è seconda in Europa per longevità

ma preoccupa la salute dei giovani

Viviamo più a lungo ma fumiamo e mangiamo troppo. Dalla fotografia scattata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha appena pubblicato l’ultimo rapporto sullo stato di salute degli europei, emerge che l’aspettativa di vita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi del vecchio continente.

Meglio di noi fa solo la Spagna ma per lo stato di salute c’è ancora molto da migliorare soprattutto per quanto riguarda fumo, alcol e chili di troppo.

Nel suo European Health Report, l’OMS evidenzia infatti che se da un lato è diminuita la mortalità per malattie cardiovascolari e per tumori, dall’altro è aumentato il nostro girovita.

Ben un italiano su cinque è obeso e il problema riguarda in particolare i giovanissimi con il 26% dei maschi 15enni in sovrappeso. In generale poi è ancora troppo bassa la copertura vaccinale, ben al di sotto della soglia del 95% fissata dalle line guida dell’OMS e si registrano livelli troppo alti di resistenza antimicrobica.

Riguardo alle malattie infettive – ha commentato il Ministro della Salute Giulia Grillo – abbiamo l’obiettivo di definire il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale adatto alla situazione epidemiologica e accompagnato da campagne informative per migliorare la consapevolezza sull’indispensabilità dei vaccini. Tutto questo senza perdere di vista la sostenibilità di un Sistema sanitario che garantisca sufficienza ed adeguatezza dei servizi erogati alla popolazione”.

Purtroppo per noi questi non sono gli unici dati negativi.

Gli italiani fumano e bevono troppo, senza distinzioni di sesso.

Sono infatti più di 11 milioni, metà uomini e metà donne, i connazionali che non rinunciano alle sigarette.

E a preoccupare maggiormente sono ancora una volta i più giovani.

Secondo il rapporto solo la metà degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni non ha mai provato una sigaretta e tra coloro che invece fumano quasi il 12% lo fa abitualmente.

“Non si è fatta in questi anni una politica di prevenzione mirata ai giovani – ha ammesso Grillo. – E siamo molto indietro anche sull’attività fisica a scopo preventivo. Stiamo lavorando però ad un nuovo Piano nazionale di prevenzione”.

Le intenzioni del Governo sembrano buone ma da sole non bastano. Bisogna passare all’azione il prima possibile perché i dati sullo stato di salute degli italiani non sono positivi e la cosa forse più preoccupante è che non lo sono da anni.

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Lucia Panucci

Giornalista Professionista. Laurea in in produzione culturale, editoria e giornalismo. Master in giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma. Nel 2014 riceve il premio “Mimosa d’Argento” come miglior giornalista emergente. Collaborazioni con varie testate del panorama telematico, cartaceo, radiofonico (RDS) e televisivo (Rai Tgr Lazio).

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