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Nuova Zelanda, migliorato il sistema di allarme eruzioni: “Avrebbe potuto evitare la tragedia del vulcano sull’Isola Bianca”

WELLINGTON – Gli scienziati neozelandesi hanno messo a punto un nuovo sistema di allarme vulcanico che sarebbe stato in grado di avvertire e quidi mettere in salvo le persone prima della disastrosa eruzione avvenuta il 9 dicembre dello scorso anno a White Island.


Esteri

Nuova Zelanda, vulcano in eruzione sorprende gruppo di turisti: 6 morti, ancora 8 dispersi

I morti, compresi i dispersi, alla fine delle ricerche risultarono essere 21, tra i turisti e i loro accompagnatori, molti erano scesi dalla nave Ovation of the Seas, ma sono stati sorpresi dall’eruzione improvvisa del vulcano più attivo del Paese, chiamato anche Whakaari e popolare meta turistica: ancora attivo, la sua ultima grande eruzione risale al 2016.

Il nuovo sistema utilizza algoritmi di apprendimento automatico per analizzare i dati in tempo reale e prevedere future eruzioni. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications la scorsa settimana. Il nuovo sistema è più veloce e permette avvertimenti più efficienti.

Come ha spiegato alla Bbc uno degli scienziati coinvolti nel progetto, Shane Cronin dell’Università di Auckland: l’attuale sistema è stato “troppo lento, non ha fornito un allarme in tempo utile alle persone sull’isola. “Raccoglie i dati in tempo reale, ma queste informazioni devono poi essere valutate da un panel di esperti e questo richiede tempo”, ha continuato Cronin. Un sistema valido ma fermo a dieci anni fa: “Non si facevano progressi da allora”.

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Il nuovo sistema di allarme automatico è stato già alimentato con i dati raccolti negli ultimi nove anni dalla White Island. I dati indicano che un’altra eruzione potrebbe essere in arrivo. Non è un azzardo, il sistema ha predetto quattro eruzioni su cinque avvenute a White Island, mancandone solo una. “Abbiamo previsto tutte le eruzioni tranne una di un tipo diverso, che non ha coinvolto magma ma il sistema superficiale e che emette un diverso tipo di segnale”, ha detto il professore.

“Quindi al momento, possiamo identificare il tipo principale di eruzione e stiamo cercando di elaborare il secondo modello che coinvolge le eruzioni superficiali”. Lo studio sul nuovo sistema era iniziato prima della tragedia dell’Isola Bianca, ma “quando l’eruzione è avvenuta abbiamo accelerato. Era chiaro che dovevamo concentraci su questo”.

Pochi mesi e se il sistema fosse stato attivo, avrebbe potuto avvisare le autorità fino a 16 ore prima dall’eruzione.

L’agenzia ufficiale di monitoraggio del vulcano della Nuova Zelanda, Gns Science, ha affermato che il nuovo sistema potrebbe essere una “aggiunta potenzialmente utile” ai propri sistemi, ma ha avvertito che ha dei limiti. “Incorpora ancora un alto margine di incertezza”, ha detto Nico Fournier al NZ Herald, “il sistema non è  in grado di prevedere ogni futura eruzione al 100%”. “Genera un allarme per attività sospette, che non necessariamente diventano eruzioni. Tuttavia, è un miglioramento rispetto al sistema attuale che non fornisce avvisi a breve termine”

 


Articolo di [email protected] (Redazione Repubblica.it) pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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