Green e sostenibilità

Nuova tegola alla metanizzazione della Sardegna

infrastrutture

Mobilitazione di Regione, Confindustria e sindacati contro la bocciatura, motivata dallo studio costi benefici, degli emendamenti sulla «semplificazione dei procedimenti autorizzativi delle infrastrutture»

di Davide Madeddu

(ANSA)

Mobilitazione di Regione, Confindustria e sindacati contro la bocciatura, motivata dallo studio costi benefici, degli emendamenti sulla «semplificazione dei procedimenti autorizzativi delle infrastrutture»

3′ di lettura

Scoppia la grana sulla metanizzazione in Sardegna. Perché per il progetto che prevede la realizzazione della dorsale nord sud e una serie di altri collegamenti ai bacini si presenta un nuovo nodo da sciogliere capace, a sentire imprese e sindacati “di mettere a rischio” l’intero programma che, tra le altre cose, ha già avuto il via libera per la realizzazione dei primi 110 chilometri. Tanto che da sindacati, Regione e Confindustria, parte una nuova mobilitazione.

Lo studio costi benefici

Motivo scatenante, la bocciatura, motivata dallo studio costi benefici, degli emendamenti del Pd, Italia Viva e Forza Italia, all’articolo 60 del decreto semplificazioni dal titolo “Semplificazione dei procedimenti autorizzativi delle infrastrutture”. Ossia gli articoli in cui si fissavano alcuni punti come i tempi (trenta giorni) per avviare un tavolo istituzionale con Regione, gestore della rete nazionale di trasporto, e con i concessionari dei bacini di distribuzione. E poi la definizione delle “misure necessarie al rilancio delle attività produttive nella regione Sardegna”, la “previsione di interventi mirati a garantire l’approvvigionamento di energia all’isola a prezzi sostenibili e in linea con quelli del resto d’Italia, per tutti i consumatori finali civili e industriali”. In mezzo la rete “Hydrogen ready” le infrastrutture di trasporto, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale liquefatto”. Ad annunciare battaglia premettendo che «questa volta non finisce qui e non ci fermeremo» è il presidente di Confindustria Sardegna Maurizio de Pascale. “Dobbiamo constatare che esiste un’Italia di serie A e una di serie B. E la Sardegna il campionato non lo gioca con le altre regioni in serie A ma in serie B – commenta- perché con questo atto, non solo si nega il diritto all’autodeterminazione ma il fattore primario dell’energia per competere con l’esterno e per una crescita interna”. Da qui la decisione di andare avanti. “Sia chiaro, Confindustria non è innamorata della dorsale ma si tratta di uno strumento indispensabile per rilanciare il settore produttivo. Si parla del rapporto costi benefici, ma poi ci sono le scelte che deve fare il politico”. De Pascale fa poi un esempio: “Se in un paese di 160 abitanti devono essere sistemate le strade cosa si fa? Si lascia tutto perché ci passano poche persone al giorno o si interviene?”.A viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda, anche Francesco Garau, segretario regionale della Filctem Sardegna: “Il reiterato diniego alla realizzazione del piano di metanizzazione della Sardegna, confermato dal parere negativo del Mise agli emendamenti presentati al decreto Semplificazione, mostra un atteggiamento di chiusura da parte di una parte politica a svantaggio dello sviluppo dell’Isola e motivato da posizioni preconcette che creano disuguaglianze fra aree del Paese”. Per Garau, che lancia un appello anche alla Regione “la dorsale, che rappresenta una reale porta d’ingresso nella fase di transizione energetica e un trampolino verso l’utilizzo futuro dell’idrogeno, è un’infrastruttura al servizio dei cittadini e delle imprese e non può essere negata in virtù di una relazione tecnica che fotografa solo la situazione attuale”. Dalla Regione arriva poi la presa di posizione del presidente Christian Solinas e dell’assessora dell’Industria Anita Pili. «La Regione non può essere tagliata fuori da scelte fondamentali per il futuro dell’intera Isola, come quelle legate all’energia – dice Solinas -. Abbiamo lavorato a lungo per definire un quadro strategico e regolatorio che consenta a tutti i sardi di avere il metano a un prezzo uguale a quello applicato nel resto d’Italia e gli impegni presi finora non possono essere disattesi dal Governo e dalla sua maggioranza”. L’assessora dell’Industria attacca l’esecutivo nazionale: “Non si può tollerare la superficialità del governo Conte nell’attuazione della strategia energetica della Sardegna così come proposta nel decreto”. Poi ricorda anche che “attraverso la Conferenza delle Regioni abbiamo indicato in che modo è possibile garantire la perequazione tariffaria sia sull’approvvigionamento che sul trasporto e la distribuzione, cioè come far arrivare il metano a un prezzo equo a tutta l’Isola, all’industria e a tutti i sardi, dalle città costiere ai paesi dell’intern».Davide Madeddu


Articolo di di Davide Madeddu pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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