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Nei magazzini Amazon ci sarà un armadietto della disperazione per i dipendenti stressati

Negli anni il colosso dell’ecommerce Amazon è stato a più riprese criticato dai suoi lavoratori per le condizioni alle quali questi vengono sottoposti durante i turni. Per questo motivo gli utenti dei social hanno criticato in massa l’ultima iniziativa del gruppo pubblicizzata online: una cabina per il relax dedicata ai dipendenti che hanno bisogno di prendersi una pausa lontano da tutto e da tutti. L’idea del gruppo è che lo stanzino, di dimensioni piuttosto contenute, possa essere posizionato all’interno dei magazzini e che i dipendenti vi si possano chiudere dentro per qualche minuto ascoltando suoni rilassanti e guardando video di meditazione.

La cabina per la meditazione

Lo strumento non è ancora stato impiegato ufficialmente, ma a questo punto è probabile che non lo sarà ancora a breve: Amazon ne ha pubblicato poche ore fa un video dimostrativo sui canali social, ma la reazione degli spettatori non è stata particolarmente entusiasta e ha portato alla rimozione del contenuto da parte del gruppo. Battezzate stazioni Amazen o Mindful Practice Room, queste cabine sono poco più grandi di un essere umano e all’interno contengono uno schermo touch e degli altoparlanti tramite i quali i dipendenti stressati possono recuperare un po’ di pace interiore con esercizi guidati oppure suoni e immagini dall’effetto calmante.

Offrire luoghi dove i dipendenti possano riposare e ricaricare le energie è una pratica non inedita soprattutto per le grandi aziende, ma lanciata da Amazon l’iniziativa presenta aspetti paradossali: da una parte sono anni che i dipendenti del gruppo chiedono a più riprese turni meno intensi o semplicemente meno lunghi e sfiancanti dei notturni da 10 ore che alcuni lavoratori sono stati costretti ad accettare; dall’altra c’è la soluzione proposta, una manciata di minuti chiusi in una cabina con schermi che proiettano immagini di cieli tersi e altoparlanti che…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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