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Napoli, lo scudetto degli sponsor: le campagne tricolore lanciate dai brand

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In principio fu la raccolta a punti Buitoni, le prove d’acquisto da ritagliare e incollare sull’apposita cartolina per ricevere in omaggio, dopo qualche mese, la tanto agognata numero 10 con il tricolore sopra. Correva l’anno 1987 e l’azienda agroalimentare, all’epoca ancora in mano alla famiglia De Benedetti, salutava così lo storico primo scudetto del Napoli di cui era sponsor di maglia. Essì, perché sulle maglie dei calciatori ai tempi di Maradona di brand – sponsor tecnico a parte – ce n’era uno solo: il doppio sponsor arriverà soltanto nel 2011. Per idea di chi? Che domande: Aurelio De Laurentiis…

Oggi, come all’epoca di Diego regnante, resta il rituale della campagna marketing che saluta il trionfo sportivo. Con la differenza che i partner sulla maglia azzurra sono cinque. Vediamo come hanno scelto di muoversi. Partiamo dal main sponsor Acqua Lete che taglia il traguardo delle 18 stagioni consecutive sulla maglia di un club, una specie di record che il gruppo delle acque minerali di Nicola Arnone rivendica con forza in una campagna emozionale ideata in casa e sviluppata da Wunderman Thompson: sulle pagine dei giornali ma anche in cartellonistica l’azienda scrive una lettera d’amore in cui ripercorre il cammino condotto accanto al club di De Laurentiis dalla serie C al terzo scudetto. Claim: «Acqua Lete ci ha sempre creduto». Sulla lettera, un qr code inquadrando il quale si accede a un video che traduce in immagini gli stessi concetti.

La cavalcata azzurra della stagione 2022/23 Lete la ha accompagnata poi con la campagna social Tutto per il Napoli: una challenge Instagram in cui i tifosi erano chiamati a raccontare che «promessa d’amore» erano disposti a fare per la loro squadra del cuore. Le tre stories più belle hanno vinto la possibilità di dare forma concreta alla loro «scommessa» in presenza di testimoni d’eccezione: Osimhen, Kvaratskhelia, Di Lorenzo e Mario Rui. C’è stato chi ha cantato una canzone appositamente composta per i ragazzi di Spalletti, chi ha fatto tanti giri di campo quanti i gol realizzati dal Napoli quest’anno e chi ha chiesto la mano della propria compagna dopo 20 anni di fidanzamento. Auguri!

Msc Crociere, second main partner del Napoli e primo secondo sponsor nella storia del calcio italiano (sempre in quel fatidico 2011), lancia una campagna stampa di ringraziamento alla squadra che insiste su «Impegno, passione e orgoglio» mentre Amazon, principal partner, oltre alla campagna di advertising (foto di Lozano, Osimhen, Di Lorenzo, Mario Rusi e Kvara con claim «Grazie per averci regalato questo sogno!») propone nel proprio brandstore dedicato una serie di prodotti celebrativi in serie limitata che vanno dalla maglia «Campioni d’Italia 22/23» alla bottiglia ufficiale di prosecco Bottega «vestita» di tricolore. EA7, linea sportiva di Emporio Armani che è principal partner di maglia, gioca sul classico («Grazie campioni!»). Tra gli official partner, quindi, si segnala Pasta Garofalo che ha lanciato addirittura un formato speciale di pasta: le «Enne», ricalcate sul simbolo napoleonico della Ssc. «A essiccazione lenta», recita il claim: 33 anni, quanto ci vuole per portare uno scudetto ai tempi del Vesuvio. Mentre Decò rivendica: «Siamo stati con te in ogni momento». E a Lever Touch si dicono «Orgogliosi di essere napoletani».

Nell’epoca dell’instant marketing, tuttavia, uno scudetto «storico» non fa gola soltanto agli sponsor, anzi: più di un’azienda, tra quelle in qualche modo connesse con Napoli, ha lanciato pubblicità a tema. Dal Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop (il classico «Grazie ragazzi!») ad Auricchio (il salvifico «Quest’anno il miracolo lo avete fatto voi»). Cantine Michele Moio veste il vino d’azzurro («I campioni siamo noi!»), Berna il latte, Ciro Amodio ironizza alludendo ai derivati: «Per noi il calcio è importante». Tangenziale di Napoli ricorda a tutti il suo ruolo di «strada per lo stadio». R-Store, premium partner di Apple, sottolinea che «L’azzurro è in festa» e Ranieri Impiantistica gioca con il business di riferimento («Respiriamo aria di vittoria»), un po’ come fa anche Banca di Credito Popolare («Realizzare sogni è il nostro mestiere. Stavolta, siete voi a realizzare il nostro»). Tutto questo tralasciando la lunga serie di ristoranti e pizzerie che, sul locale, si sono golosamente buttate sullo scudetto. Difficilmente una vittoria sportiva muove così tanto marketing, ma si sa che Napoli è già di suo un meraviglioso spot per la vita, perché «Napul’è mille culure». Lo dice la canzone di Pino Daniele scelta dalla Ssc Napoli per celebrare il terzo scudetto, ma anche il claim scelto da Mulino Caputo.

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