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Mondo Corporate: l’innovazione strategica aziendale come fattore di competitività

Quando il cambiamento è un motore di ricerca e sviluppo di business

L’innovazione strategica è sinonimo di reinvenzione del proprio posizionamento strategico aziendale, venendo ad incrementare il divario tra benefici forniti ai clienti aziendali ed i costi sostenuti dall’impresa nel fornire il prodotto o erogare il servizio.

Nonostante i vantaggi che questa comporti, non tutte le imprese ed il mondo corporate sono in grado di beneficiarne a 360 gradi; vi sono, infatti, fattori esogeni ed endogeni all’impresa che rendono impossibile l’implementazione o la piena realizzazione di una strategia valida di innovazione aziendale.

Le opportunità detivanti dall’innovazione strategica aziendale discendono da mutamenti che si attuano all’interno del contesto macroeconomico di riferimento: per esempio, si pensi all’avvento dell’Era digitale, ad Internet, oppure da nuovi e mutanti bisogni espliciti o latenti dei consumatori, o dai cambiamenti nei prezzi delle materie prime, input, costo della manodopera, delle attrezzature etc.

La stragrande maggioranza delle imprese, specie di piccola e media dimensione, non riesce a cogliere a 360 gradi e, a sfruttare a proprio vantaggio, tali cambiamenti. Molto spesso, chi sa cogliere il motore del cambiamento e riesce ad implementare strategie di innovazione strategica, è colui che entra sul mercato come Start Up, ovvero come incubatrice di nuove idee innovative e di cambiamento.

Si tratta di considerazioni che meritano attenzione da parte del mondo accademico e, soprattutto, da parte del mondo imprenditoriale, ecco perchè ci proponiamo di analizzare l’argomento in questo articolo.

Reticenza a cambiare: cosa spinge le imprese a rimanere statiche

La reticenza delle imprese italiane (specie di quelle di piccola media dimensione) a cogliere il cambiamento come motore di innovazione e fattore di sviluppo concorrenziale, è dovuta a diversi ordini di cause (fattori) che occorre sintetizzare nel modo seguente:

  1. problemi di percezione: il top management o il soggetto economico dell’attività di business è miope, non riesce a cogliere che il mutamento nell’ambiente economico possa essere una “spinta” a lanciarsi dal trampolino e a fare il “grande passo” in avanti per creare valore economico. I “rigidi modelli mentali”, il nepotismo e l’eccessiva e troppa attenzione alla gestione day-by-day spingono le imprese a rimanere statiche ed a percepire il “nuovo” ed il “diverso” come qualcosa di minaccioso;
  2. motivazione: il soggetto economico, dinanzi alla globalizzazione ed all’Era di Internet che avanza, si sente demotivato dalla concorrenza delle Large Corporation e dalle Multinazionali. Si sente spesso dire dai vecchi imprenditori “non c’è spazio per la nostra azienda sull’attuale mercato globalizzato ed estremamente concorrenziale“. Si tratta di un’apodittica affermazione che non risulta essere suffragata da conoscenza e da una buona dose di autostima e di crescita professionale e personale;
  3. direzione: l’imprenditore o il soggetto economico, specie delle PMI, non ha una direzione strategica di fondo, la mente del leader è troppo presa dal disbrigare le “faccende” quotidiane, senza cogliere l’opportunità di pianificare la propria attività di business in maniera certosina ed in linea con gli obiettivi operativi;
  4. coordinamento: necessità di dotarsi di una valida organizzazione aziendale che sia funzionale alla strategia ed alla politica aziendale. Non si tratta solo di dotarsi dell’organigramma aziendale ma, si tratta di coordinare in maniera concreta e coerente tutti gli sforzi del team aziendale che sono necessari all’innovazione.

Best Practices per innovare con successo

Esistono delle Best Practices che aiutino il mondo corporate a crescere con successo? Certamente, i case studies di successo ci insegnano le migliori linee guida da seguire per competere nell’attuale e futura arena competitiva:

  • saper costruire una valida strategia aziendale che non rimanga solo sulla carta ma sia costantemente aggiornata e monitorata, in linea con i fattori esogeni ed endogeni all’impresa,
  • utilizzare i tool della pianificazione strategica (valutazioone delle alternative, analisi degli scenari, analisi PEST, SWOT etc.),
  • programmare il piano strategico in linea con il budgeting,
  • definire gli obiettivi strategici ed operativi,
  • utilizzare la delega,
  • mappare tutti i processi sia strategici che operativi,
  • monitorare i punti critici di processo,
  • analizzare i risultati raggiunti,
  • confrontare i gaps tra risultati raggiunti e obiettivi pianificati,
  • implementare le azioni correttive
  • implementare le azioni preventive e migliorative,
  • attivare un loop circolare simile al Ciclo di Deming.
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