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Metti Trump e Bolsonaro sul lettino di Freud e scopri il Superego incontrollabile

Milano, 30 giugno 2020 – 16:30

«I comportamenti di individui che ci sembrano indifferenti alla razionalità come Trump e Bolsonaro possono essere ricondotti alla teoria della personalità di Freud che divide gli strati dell’interazione cognitiva come Id (fonte dei nostri istinti fuori controllo), Ego (controllore degli istinti) e Superego (guida dell’Ego)»

di Derrick De Kerckhove*

Nel tentativo di capire in che modo gli individui che ci sembrano indifferenti alla razionalità come Trump e Bolsonaro siano riusciti ad arrivare al massimo potere, mi è venuta in mente la teoria della personalità di Freud che divide approssimativamente gli strati dell’interazione cognitiva come ID (fonte dei nostri istinti fuori controllo), EGO (controllore degli istinti) e SUPEREGO (costituito delle norme sociali imparate dalla persona e guida dell’EGO). Sembra che i termini siano datati, ma non tanto il concetto. Questi capi di governo che ormai stanno distruggendo un ordine sociale e globale più o meno funzionante e stabile, sono stati votati non da una reale maggioranza di cittadini ma da persone apparentemente poco civili e in più manipolate da notizie false, sperano anche di avere un secondo mandato usando le stesse tattiche e lo stesso segmento composto da persone che, negli Stati Uniti, sono riconoscibili dalle lunghe file di persone che non indossano mascherine e acquistano armi nei loro negozi abituali per difendersi contro il Covid-19.

La mia supposizione è che Trump, Bolsonaro e i loro elettori sono espressione dell’effetto ID, cioè una condizione che, una volta liberata da qualsiasi freno, diventa inaccessibile dal qualsiasi controllo da parte del SUPEREGO. Il loro EGO, invece di cercare di mantenere un coerente equilibrio tra la soddisfazione immediata del desiderio o del piacere e le regole sociali, si schiera incondizionatamente con l’ID. L’impatto di questo evidente sbilanciamento sulle posizioni di potere, soprattutto se globali, è catastrofico. Una volta scatenato, l’ID è così potente e spensierato che si sente invincibile. Sotto l’incantesimo dell’ID, si può facilmente passare dal bere candeggina al mandare l’esercito a sparare sulle proteste civili o addirittura premere il bottone della bomba atomica.

Poi, ho realizzato che la parte scientifica, istituzionale e mediatica che rappresenta il SUPEREGO sociale (lasciando per il momento da parte l’elemento religioso) era stata ed è rimasta totalmente impotente nel tenere in pugno gli autocrati (fino a Orban e Erdogan). È qui che è entrato in gioco l’effetto boomerang dell’Internet. Indebolite sia dalla legittima diffidenza crescente verso le istituzioni, sia dal rapido aumento del numero e della portata delle notizie false consentite dalla rete, le burocrazie governative e istituzionali sono state gradualmente disprezzate da parte dell’elettorato. Così si è dissolta qualsiasi autorità o coerenza che avevano prima (l’esempio di oggi è minare la credibilità dell’OMS, o licenziare i garanti del buon governo negli Stati Uniti e in Brasile). Senza la guida e il sostegno cognitivo ed emotivo socialmente rilevante, l’EGO votante dei democratici e dei repubblicani ha rinunciato a prendere decisioni sociali ragionevoli.

Notando la crescente visibilità dei comportamenti corrotti nelle istituzioni un tempo fidate, fattore legato alla situazione attuale dovuto all’effetto di trasparenza delle comunicazioni digitali, e al libero flusso di informazioni ispirate all’ID sia reali che false, appare più chiaramente che l’effetto di base di Internet in un periodo di tempo relativamente breve, è stato quello di dissolvere la coerenza sociale delle nazioni e dei continenti. Internet, dopo essersi inserito nella vita delle persone con promesse autentiche e realizzate, non ha lasciato intendere che ci sarebbero state conseguenze: la risposta globale scoordinata alla pandemia del coronavirus e i movimenti frenetici benché legittimi anti razzismo.

Ebbene, e adesso che si fa? Come recuperare la coerenza? Dopo l’assassino di Aldo Moro, diceva McLuhan, «se volete che queste tragedie cessino staccate la spina». Il potere di Trump è il fascino che esercita su tutti noi. Ci ipnotizza come un incidente interminabile in slow-motion. Questo spettacolo che concede potere al tiranno è interamente sostenuto da una stampa dove l’età adulta sembra essere scomparsa. I media mainstream di tutto il mondo danno la priorità alla copertura di intrattenitori come Trump o Bolsonaro perché vendono più copie in un’economia mediatica già profondamente depressa. La crisi epistemologica del significato nel nostro tempo non riguarda l’informazione vera o falsa, buona o cattiva, ma la scomparsa del significato come principale mezzo di comunicazione umana.

* Sociologo, ex direttore del Mc Luhan Program di Toronto e direttore scientifico di Media Duemila

30 giugno 2020 | 16:30

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