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Maxi Operazione Anti IPTV: una vittoria di Pirro?

il duro colpo inferto dalle forze dell'ordine rischia di vanificarsi senza una visione di insieme

La recente operazione antipirateria in Italia, Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria ha visto sgominare un giro di affari di 2 milioni di euro.

Più di 200 server sono stati messi offline in Germania, Francia e Olanda. Più di 150 account PayPal, riconducibili ai pirati, sono stati bloccati.

Si tratta di una delle più vaste operazioni degli ultimi anni contro la pirateria audiovisiva e la tutela del copyright, portata a termina da una speciale task force

Il danno derivante da queste piattaforme illegali è per per il settore audiovisivo di circa 6,5 milioni di euro (fonte Eurojust).

Sicuramente un grosso colpo alla criminalità organizzata, già, perché quello che non viene quasi mai detto (appare scontato, ma non per tutti…) è che dietro a queste organizzazioni non c’è un “hacker”, ma la criminalità organizzata, la stessa che si occupa di droga, prostituzione e chi più ne ha più emetta.

Quindi sicuramente un plauso alle autorità che hanno sferrato questa controffensiva verso un fenomeno di dimensioni gigantesche e che mette a rischio la produzione stessa dei contenuti audiovisivi.

Però…. se andiamo ad approfondire un attimo, scopriamo che il fenomeno negativo della pirateria riguarda praticamente qualsiasi elemento digitale circolante in rete, dove il diritto d’autore viene costantemente violato.

Siti di streaming che vengono chiusi e riparti dopo 24 ore, siti di download con la stessa logica, musica e films praticamente ovunque, etc…

I tecnici della Gdf o della polizia postale sanno benissimo che è di fatto impossibile contrastare pienamente il fenomeno, perché è come illudersi di afferrare una anguilla con le mani insaponate.

Si può arrivare ad una futura e lenta soluzione del problema soltanto con una rivoluzione culturale, non con la repressione… come è tristemente noto anche nei conflitti bellici.

In aggiunta a questo, viene da pensare, magari banalmente e pur nel rispetto del tornaconto di aziende come Sky etc, che forse anche una minore avidità economica da parte di esse potrebbe certamente favorire una pluralità e una vera concorrenza, con un conseguente calo dei costi.

Sembra invece che le cose vadano in modo diverso, come la recente entrata di Dazn nel bouquet Sky. Difficile dire se sia un bene o un male, ma di sicuro la evocata purità concorrenziale potrebbe ulteriormente risentirne.

C’è poi un altro scenario, come le varie tv collegate a servizi.

Ad esempio io ho una connessione fibra con Tim e ho accesso gratuito a Tim Vision, mentre come cliente Amazon Prime ho accesso a Prime Vision…alla fine a costo zero, ovvero incluse in qualcosa di cui già usufruisco.

E se fosse questa la nuova strada?

Il servizio primario che diventa secondario ad altri servizi primari?

Magari è fantascienza, ma di rivoluzioni ne abbiamo viste tante e c’è da scommettere he il futuro apra ulteriori scenari.

Insomma, la maxi operazione anti IPTV (illegali) è senza dubbio una grande vittoria della legalità che rischia però di essere una vittoria di Pirro, se a queste azioni non seguiranno altre ben più lungimiranti.

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Marco Forconi

Laurea in Marketing & Business Management. Formatore e Docente del Programma formazione Europea Por-FSE. Solido Background Informatico con oltre 20 anni di consulenza aziendale. Autore di tre libri, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile…).

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