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L’ottimismo del riciclo degli imballi è nei numeri: in crescita e “circolari”

Milano, 10 luglio 2020 – 13:34

Il Consorzio nazionale imballaggi sulla “Circular Economy”: nel 2019, avviati a riciclo il 70 per cento dei rifiuti di imballaggio. Superati di gran lunga gli obiettivi europei, ed il Sud mostra ottimi margini di miglioramento

di Peppe Aquaro

Pi di quattro imballaggi su cinque, se potessero parlare, direbbero “grazie”. A chi? Ai cittadini virtuosi, i quali sono riusciti a non farli finire in discarica. Del resto, il 2019 stato l’anno del riscatto per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti di imballaggio, con un recupero totale che sfiora l’81 per cento ed un pi 3,1% rispetto alla raccolta del 2018. I buoni cittadini, poi, sono quelli che hanno consentito l’aumento del 6,2% del riciclo dei rifiuti provenienti dalla raccolta urbana. Tutto questo arriva dagli ultimissimi dati sull’economia circolare, made in Italy, forniti da Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, il cui presidente, Giorgio Quagliuolo invita comunque alla prudenza: Non c’ dubbio, si tratta di ottimi risultati, ma occorre avere sempre uno sguardo sul lungo periodo: la domanda di materia riciclata a valle, ancora debole, e va assolutamente incentivata.

Una grossa mano all’economia circolare stata data anche dall’accordo quadro tra Conai e Associazione nazionale comuni italiani (Anci), grazie al quale possibile servire ormai ben 58 milioni di italiani: come se l’intero Paese fosse diventato il paladino dell’economia circolare, dal momento che i quantitativi di rifiuti di imballaggio conferiti al sistema dai Comuni italiani sono cresciuti del 14,3 per cento. Stiamo correndo troppo? Di sicuro, dando un’occhiata ai numeri dei sei materiali di imballaggio gestiti da Conai, si capisce quanto si continui a lavorare bene, essendo riusciti a riciclare nel 2019, 399 mila tonnellate di acciaio, 51mila di alluminio, 3 milioni e 989mila di carta, 1 milione e 997mila di legno, 1 milione e 54mila di plastica e 2 milioni e 69mila di vetro.

Inoltre, siamo messi bene anche in prospettiva. E se l’Unione europea chiedeva che, entro il 2025, il riciclo dei rifiuti di imballaggi fosse almeno del 65 per cento, quel 70% gi raggiunto da Conai fa capire quanto l’Italia sia ormai una virtuosa in questo campo. E c’ un’altra percentuale che fa venire in mente buoni pensieri. Nello scorso anno, l’accordo quadro tra Conai e Comuni italiani, ai quali il Consorzio ha trasferito nel 2019 qualcosa come 698 milioni di euro, ha fatto crescere del 14,3 per cento il quantitativo dei rifiuti di imballaggio. Ed una grossa mano all’aumento di questa percentuale proviene da alcune aree del Centro e del Sud Italia, cresciute rispettivamente del 16,4 e del 16 per cento. In queste aree i margini di miglioramento sono pi ampi e ci aspettiamo ancora delle novit positive, fa sapere il presidente del Consorzio. Questa svolta nel riciclo dei materiali, sia nella pancia che nel Sud del Paese avvenuta soprattutto grazie al riciclo della plastica e del vetro. Per il primo materiale, nel Centro Italia, la plastica raccolta aumentata di 50 mila tonnellate: da 237 a 268 mila; mentre al Sud, da 362 a 442 mila tonnellate. Davvero un bel balzo in avanti. Ma il vetro il vero protagonista di queste due aree prese in esame, soprattutto al Sud, dove la raccolta del vetro passata da 472mila a 541mila tonnellate.

10 luglio 2020 | 13:34

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