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Lo spin doctor Giovanni Diamanti mette a nudo "I segreti dell'urna"

In Italia la campagna elettorale non finisce mai, dicono i più navigati frequentatori della politica. E hanno ragione. Ma quando si avvicinano tornate di particolare importanza, come il trittico regionali-amministrative-referendum del prossimo autunno e le decisive rese dei conti di Milano e Roma nel 2021, aumenta la domanda di riferimenti autorevoli ai quali appigliarsi.

Giovanni Diamanti lo è senza ombra di dubbio. Socio co-fondatore di Quorum e YouTrend, docente di storytelling politico alla scuola Holden, ospite abituale della Rai e autorevole opinionista per varie testate, è anche autore e conduttore su Radio Radicale di un programma dal titolo eloquente: “Campagna permanente”, appunto.

Tra i suoi successi si annoverano le campagne elettorali di Beppe Sala, Nicola Zingaretti, Vincenzo De Luca e Dario Nardella. La sua notevole esperienza sul campo fa sì che “I segreti dell’urna – Storie, strategie e passi falsi delle campagne elettorali”, pubblicato per Utet, non sia l’ennesimo “sacro testo” sul tema, ma una guida molto pratica alla comprensione e alla gestione delle dinamiche che regolano il consenso.

Diamanti stesso dà un’avvertenza chiara al lettore, sin dall’introduzione che ripercorre il suo background: “Lo studio fin da subito si è intrecciato con l’esperienza sul campo, anzi, l’esperienza ha spesso preceduto lo studio. Per questo, non mi considero uno studioso distaccato e non ho quindi l’ambizione di creare un manuale: ce ne sono già di ottimi, dall’immortale (e pressoché introvabile) ‘Election Game’ di Joe Napolitan a ‘Marketing politico’ e ‘All’ombra del potere’ di Marco Cacciotto, da ‘Come si vincono le elezioni’ di Roberto Grandi e Cristian Vaccari agli internazionali ‘Campaign Craft’ (in lingua inglese) e ‘Consultoria politica’ (in lingua spagnola). Sono tutti consigliati, ma sono testi molto diversi da questo. La mia volontà è di raccontare alcune delle campagne più interessanti tra quelle che ho studiato (e tra quelle che, nel mio piccolo, ho contribuito a realizzare), utilizzando come chiavi di lettura alcuni principi strategici secolari o addirittura millenari, prendendo spunto da Sun Tzu, Quinto Tullio Cicerone e von Clausewitz”.

Il risultato è un viaggio estremamente appassionante che spazia da Trump a Veltroni e da Berlusconi a Salvini, con un ritmo e una facilità di lettura che nulla tolgono al valore dell’analisi e molto aggiungono al suo appeal.

Un libro, quindi, consigliato non solo a chi per mestiere si occupa di comunicazione, ma anche a chi vuole approfondire i meccanismi che stanno alla base del dibattito politico dei nostri giorni, comprendendo le vere ragioni per le quali temi come l’immigrazione o l’Europa diventano così divisivi.

Un gioco di sponda nel quale lo spin doctor rivela i segreti delle mitiche “War room” raccontate da film hollywoodiani come “Le idi di marzo”, con un occhio alla politica interna (con interessanti analisi e retroscena che riguardano, tra gli altri, anche Serracchiani e Vendola) e l’altro oltreoceano: ovviamente si parla di Obama, ma anche di Kennedy, Reagan, Bush, Sanders, Biden e molto di più.

 


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