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L’Isis ha “addolcito” la propaganda su TikTok, cuori rosa contro il Covid

Milano, 7 agosto 2020 – 15:22

Il califfato ha scelto il social per far arrivare la sua ideologia ai giovani perch considerato pi efficace di un sermone, approfittando soprattutto della pandemia

di Marta Serafini

 L’Isis ha “addolcito” la propaganda su TikTok, cuori rosa contro il Covid

Non solo i gruppi jihadisti non hanno smesso di operare sul campo. Le principali sigle della galassia continuano la loro corsa anche in rete, approfittando di ogni appiglio. Emergenza coronavirus, compresa. In maggio Hayat Tahrir al-Sham (Hts), realt qaedista che controlla e governa buon parte della regione di Idlib nel nord della Siria, ha utilizzato Telegram per diffondere tra la popolazione materiale informativo sul Covid-19. L’ufficio media del gruppo ha distribuito mille opuscoli nell’ambito di visite di sensibilizzazione in ristoranti e negozi di alimentari, fornendo consulenza su come indossare maschere e guanti. Ovviamente l’iniziativa servita a fare propaganda. Il 16 maggio, l’Iba News Network, collegata a Hts, ha pubblicato immagini che mostrano miliziani in tute anti contagio mentre portano a termine uno scambio di prigionieri con il governo siriano. Ma non solo. In ottobre, subito prima della morte del leader dello Stato islamico Al Baghdadi, sostenitori dell’Isis sono approdati su TikTok, una delle piattaforme social pi popolari tra gli adolescenti, per diffondere loro video di propaganda. La denuncia arrivata da ByteDance, compagnia cinese proprietaria della piattaforma, spiegando che sono stati rimossi almeno 10 account.

I video sono stati girati per strada da miliziani con pistole in mano e sono stati addolciti con sticker di cuori rosa, stelle o addirittura il simbolo della pace. Inni dell’Isis, donne che esprimono posizioni estremiste, ma anche ragazzi affascinanti, cavalli in corsa o cadaveri per le strade, tutto sembrava confezionato da un abile social media manager. Alcuni di questi account hanno raggiunto un migliaio di follower, prima di essere rimossi. Questo modo accattivante per propagare l’ideologia dell’Isis permette di diffondere rapidamente i messaggi e di farli aderire alla memoria collettiva. Tende ad essere molto pi efficace dei sermoni o dei trattati teologici, spiega Elisabeth Kendall, esperta di estremismo all’Universit di Oxford. Con il risultato che la rima, il ritmo, i testi evocativi e i messaggi incisivi sono particolarmente attraenti per i giovani.

La segnalazione di una ventina di account sospetti arrivata da Storyful, una delle principali piattaforme di verifica dei contenuti diffusi online. A differenza di altre piattaforme che si basano sulle amicizie o sulle comunit degli utenti, TikTok fa leva sul coinvolgimento degli utenti con un flusso infinito di nuovi contenuti, sostiene Darren Davidson, direttore di Storyful. E se in un comunicato del portavoce di TikTok si legge che non c’ assolutamente posto sulla nostra piattaforma per contenuti che promuovono organizzazioni terroristiche, la sfida per tutti i colossi, da Facebook in gi, di trovare un giusto bilanciamento tra la libert di espressione, i danni che i contenuti violenti fanno alle piattaforme stesse in termini di investimenti pubblicitari e le spese da mettere a bilancio per creare divisioni per la rimozione dei contenuti.

Di base vale anche il principio che bruciata un’applicazione — magari perch le norme diventano pi severe o perch le societ decidono di aprire le backdoor, i punti di accesso, ai governi —, i gruppi estremisti sfruttano la vasta offerta di mercato per trovare altre soluzioni. Ad esempio, per rivendicare l’attacco a London Bridge, a fine novembre scorso l’Isis non ha usato in prima battuta le chat di Telegram come aveva fatto fino a quel momento, bens ha preferito TamTam, pi facile ancora da usare perch accessibile anche nelle aree a bassa rete. Per annunciare al mondo che due persone erano state pugnalate a morte e altre tre ferite dal cittadino britannico 28enne Usman Khan di origine pakistana, Isis ha concentrato gli sforzi su questa nuova chat, probabilmente perch considerata fuori dai controlli delle agenzie di intelligence. Anche TamTam, come Telegram, di propriet di una societ russa, la Mail.Ru Group, ed una copia esatta della prima, secondo alcuni addirittura una sua stessa emanazione. Dopo che le autorit russe hanno criticato Telegram, ordinando ai provider di servizi Internet di bloccare l’applicazione di messaggistica, pi o meno nello stesso periodo, su Telegram sono apparse pubblicit che promuovevano TamTam come un’app sostitutiva.

Al di l dei singoli episodi, se si va guardare pi indietro nel tempo, si capisce come nella galassia jihadista, il passo decisivo sul fronte della propaganda digitale sia stato l’arrivo in rete di Dabiq, la rivista patinata del Califfato, tradotta in pi lingue (se ne sono contate fino a venti versioni, cinese e tagiko compreso). Il titolo un omaggio a una piccola localit al confine tra la Turchia e la Siria, dove, secondo il Corano, l’esercito dei cristiani un giorno sar definitivamente sconfitto dai musulmani che conquisteranno il mondo. La mossa stata interpretata dai media occidentali come un salto di qualit da parte del gruppo terroristico. E se ora Dabiq ha sospeso le pubblicazioni in seguito alle sconfitte militari dell’Isis, non detto che in futuro non debba riapparire per dare nuova linfa e nuovi canali di reclutamento al gruppo jihadista. In realt l’idea di un giornale della jihad non nuova. Il predicatore yemenita Anwar Al Awlaki, uno dei pi potenti reclutatori jihadisti mai esistiti, anni prima di Dabiq ha creato un magazine molto simile dal titolo Inspire, con l’obiettivo di svecchiare la propaganda qaedista.

Il cambio di passo nella comunicazione, iniziato da Al Zarqawi con il filmato di decapitazione di Nicholas Berg, e il superamento dei sermoni di Bin Laden registrati in Vhs si sono compiuti proprio nella prima decade del 2000, anche grazie all’ispirazione di Awlaki.Con il risultato che oggi il pubblico del jihad non pi composto solo da uomini arabi e musulmani. Chiunque pu diventare un mujaheddin o una muhajirat (una donna dell’Isis). Anche chi non sa l’arabo. Un’operazione resa possibile da un enorme investimento economico: video, riprese, effetti speciali, infografiche, hub di montaggio e gestione del deep web, la rete nascosta, per caricare i materiali. E, non da ultimo, decine di divisioni media in grado di tradurre e diffondere ogni contenuto in poche ore. Ed sicuramente questo sforzo, unito alla manipolazione del messaggio religioso, uno dei motivi della capacit di presa dell’Isis, che riesce a tenere anche a fronte delle sconfitte militari e a fronte di un nemico cos potente come il coronavirus.

7 agosto 2020 | 15:22

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