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l’iscrizione non serve e quel che scrivi può finire su Google

A partire da oggi i gruppi Facebook pubblici cambieranno radicalmente, e il clima all’interno di quelli con poca moderazione potrebbe peggiorare in modo sensibile. È uno dei risultati delle nuove politiche attuate da Facebook a partire da oggi per i gruppi pubblici, mirate ad aumentare la partecipazione degli utenti in queste piazze virtuali che per il social sono fonte di attenzione e, dunque, di introiti. Da una parte infatti il social ha fornito agli amministratori coscienziosi dei nuovi strumenti per moderare le discussioni e impedire che si trasformino in focolai d’odio o disinformazione; dall’altra, ha abbattuto una serie di barriere che fino a oggi tenevano distinto quanto pubblicato nei gruppi dal resto del social e dalle influenze di potenziali troll.

L’iscrizione non è obbligatoria

Da ora in poi infatti per poter scrivere su un gruppo pubblico non sarà necessario essere iscritti; inoltre, richiedere il permesso prima di risultare iscritti a un gruppo non sarà più obbligatorio. Queste due novità insieme faranno in modo che qualunque utente di Facebook possa intervenire a gamba tesa su discussioni in corso in un gruppo di appassionati a un determinato argomento, facendo potenzialmente deragliare le conversazioni per il solo gusto di farlo. Per evitare questa eventualità Facebook ha concesso agli amministratori la possibilità di mantenere attive queste barriere, ma quelli di loro meno attenti alle dinamiche dei gruppi potrebbero semplicemente ignorarla.

Gli strumenti per gli amministratori

Tra i nuovi strumenti dati agli amministratori per scongiurare il caos nei gruppi ci sono anche algoritmi per la moderazione automatica che rimuovono in automatico i post controversi – cioè commentati da un numero eccessivo di persone preimpostabile o che hanno ricevuto un numero di segnalazioni troppo elevato. Altre misure automatizzate – come la verifica dell’anzianità…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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