Turismo

L’incertezza fa chiudere gli hotel sulle spiagge italiane

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Riunione in videoconferenza del G-20s, raggruppa le maggiori località balneari del paese, con la richiesta di avere in tempi rapidi e certi le nuove regole di sicurezza a cui adeguarsi. A Cattolica l’80% degli albergatori non aprirà mentre a Jesolo monta la fibrillazione tra gli operatori

di Enrico Netti

(goce risteski – stock.adobe.com)

Riunione in videoconferenza del G-20s, raggruppa le maggiori località balneari del paese, con la richiesta di avere in tempi rapidi e certi le nuove regole di sicurezza a cui adeguarsi. A Cattolica l’80% degli albergatori non aprirà mentre a Jesolo monta la fibrillazione tra gli operatori

2′ di lettura

Una decisione quanto mai sofferta e storica. Questa estate a Cattolica saranno aperti solo due hotel su dieci mentre da Jesolo e dalle altre destinazioni turistiche al Governo arriva una sola richiesta: «vogliamo regole certe». Un sondaggio promosso dall’Associazione albergatori del comune romagnolo tra i suoi 170 soci evidenzia l’intenzione per l’80% degli operatori di non riaprire a causa dell’incertezza sui protocolli di sicurezza. «Ad oggi non abbiamo ancora i protocolli di sicurezza – spiega il presidente dell’associazione di Cattolica, Massimo Cavalieri – quindi è impensabile pianificare un’apertura, o capire se sia economicamente
sostenibile aprire». Non mancano inoltre le preoccupazioni sul fronte legale. «Se, come vedo oggi il Covid viene classificato come infortunio sul
lavoro e un mio dipendente contrae il virus o, nella peggiore
delle ipotesi, muore, avrò una causa civile e una
causa penale. Servono poi date certe sull’apertura dei confini.
Se un turista mi chiama e dice, ”vorrei venire il 2 giugno”,
cosa gli rispondo?. Poi le frontiere per gli stranieri sono
chiuse e il turismo interno non basta a coprire il fabbisogno di
tutta la nazione».

Anche a Jesolo e altre spiagge della Penisola monta la fibrillazione e si chiedono le stesse certezze per dare l’atteso via alla stagione estiva. «Il motore si è avviato e aspetta solo che possa essere tolto il freno per partire. E qui è dove deve intervenire Roma. Ma voglio essere chiaro: il tempo
sta scadendo, senza risposte certe dal Governo siamo pronti a partire dal primo giugno». Lo ha detto il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, dopo la videoconferenza tra il G-20s, che raggruppa le maggiori località balneari del Paese, e il sottosegretario con delega al turismo, Lorenza Bonaccorsi. Secondo Zoggia «si è arrivati al dunque. Di fronte a noi c’è la
sopravvivenza di un’industria che pesa per il 13% sul Pil
italiano e che finora non ha ottenuto le risposte che merita.
Gli operatori chiedono solo una cosa: una data certa per
l’apertura della stagione balneare. Il Governo deve capire che
per città come Jesolo il turismo rappresenta il cuore
dell’economia». Anche Mariano Gennari, il primo cittadino di Cattolica, chiede le stesse cose: «protocolli e date certe, adesso. Non tra 15 giorni, perché è ora il momento necessario. I nostri operatori turistici meritano
attenzione, al pari di tutti gli altri cittadini e imprenditori. Si tratta di un comparto che ha bisogno di avere una prospettiva. In merito ai protocolli l’onorevole Bonaccorsi ci ha assicurato che in settimana saranno disponibili al Ministeri per i Beni e le Attività culturali: questa è una prima notizia positiva. Purtroppo, ha anche aggiunto, che la data di una plausibile apertura, non sarà possibile annunciarla prima dei prossimi 14
giorni: questo non va bene. Noi Sindaci del G20s, stante la situazione prospettata, chiediamo date certe». Per finire Gennari rimarca «le comunità e le attività dei loro territori saranno assolutamente pronte a
rispettare i protocolli che verranno dati. Ma lo vogliono sapere
al più presto, non tra 15 o 20 giorni. Il 1° giugno sono pronti
a far partire la stagione balneare. Adesso “la palla” è in mano al Governo ed alle Regioni, ci auguriamo che non lascino i territori senza copertura legislativa e che non rimangano sordi a queste richieste».


Articolo di di Enrico Netti pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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