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L’importanza dell’informazione e di saper riconoscere quella di qualità

sbagliando si impara

L’emergenza legata all’epidemia di Covid-19 dimostra ancora una volta come sia fondamentale saper selezionare le fonti e non cedere al «clickbaiting»

di Consuelo Sironi *

L’emergenza legata all’epidemia di Covid-19 dimostra ancora una volta come sia fondamentale saper selezionare le fonti e non cedere al «clickbaiting»

4′ di lettura

La prima cosa che faccio la mattina mentre preparo il caffè è controllare le notizie. Di solito con una mano infilo la cialda nella macchinetta del caffè e con l’altra faccio scorrere lo schermo del mio telefono verso destra, così da vedere le prime notizie che mi vengono proposte. Nelle ultime settimane ovviamente tutte le news hanno parlato di una sola cosa: Covid-19. Informazioni di tutti i generi: dalle misure prese dal governo alle azioni da fare per proteggersi, dalle iniziative delle aziende alla situazione sanitaria. E poi, purtroppo, ci sono state spesso notizie di decessi. Una di esse, nelle prime fasi dell’epidemia, aveva attirato in particolare la mia attenzione. Recitava più o meno così: «Coronavirus, morto il primo medico italiano: è un’anestesista».

Poiché non avevo sentito notizie su questa persona nei giorni precedenti, mi venne il sospetto che potesse trattarsi di una notizia falsa o, quanto meno, poco approfondita. Quindi cercai la notizia (peraltro riportata da un quotidiano nazionale) su Google e, leggendo le varie news, emerse che l’anestesista era ricoverata da circa un mese per pregressi e gravi problemi di salute e che il Covid-19 aveva ulteriormente influito sul suo stato già compromesso. Se aveste cercato questa notizia alcuni giorni dopo, in molti casi l’avreste trovata leggermente modificata: i titoli in seguito riportarono la notizia della precedente malattia.

Cosa ci insegna tutto questo? Che di notizie come questa ce ne sono in giro moltissime. Soprattutto in questi momenti l’informazione viaggia di pari passo con la disinformazione. Le persone sono fameliche di notizie, hanno bisogno di sapere e di informarsi. La comunicazione sul web amplifica la possibilità di accesso all’informazione ma, allo stesso tempo, la quantità di notizie da cui siamo inondati fa sì che la nostra capacità di approfondire sia limitata, soprattutto in frangenti difficili: in una situazione in cui le persone hanno necessità di essere informate le nostre letture sono spesso guidate da emozioni quali ansia, paura e angoscia e, di conseguenza, restiamo profondamente colpiti dai primi articoli che leggiamo e che vanno a intaccare in maniera diversa le paure di ognuno di noi.

Per questo motivo oggi più che mai è indispensabile saper riconoscere una notizia falsa da una vera. La prima cosa che bisogna comprendere è che, quando parliamo di notizia falsa, non significa che si parli di una notizia completamente inventata. La notizia di cui sopra relativa all’anestesista in realtà non era completamente falsa, ma è stata raccontata in maniera tale per cui le persone erano invogliate a cliccarla. Questo fenomeno si chiama clickbaiting (in italiano “acchiappaclick) ed è sfruttato da chiunque voglia diffondere nelle notizie per rendere appetibili i propri contenuti, di qualsiasi tipo essi siano, e rubare click ai competitor.

L’Oxford Dictionary definisce Clickbait qualsiasi «contenuto il cui scopo principale è attrarre l’attenzione e spingere i lettori a cliccare sul link di una determinata pagina web». Questa è la prima cosa a cui bisogna stare attenti: i titoli urlati, scritti in maiuscolo che danno notizie che possono sembrare ingannevoli sono il primo sintomo di fake news. Come avrete notato la quantità di informazione in questo momento è esponenziale. Le notizie cambiano alla velocità della luce ad ogni ricerca che facciamo, le bacheche dei social network continuano a caricare contenuti, soprattutto condivisi. Anche le persone che normalmente non si espongono e non scrivono, in queste situazioni si fanno maggiormente sentire sui propri canali social, su cui normalmente si limitano ad essere spettatori.


Articolo di di Consuelo Sironi * pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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