Turismo

Liguria, Sicilia, Toscana e Romagna: così riapriranno (o non riapriranno) le spiagge in Italia

La Romagna – la più importante industria turistica del Paese con i suoi 3.500 alberghi, altri 400mila posti letto tra alloggi privati, campeggi e villaggi turistici, una rete di 1.600 stabilimenti balneari e un giro d’affari di 9 miliardi di euro – si è data per il 2020 un solo obiettivo: «Arrivare a settembre ancora tutti dritti in piedi, nonostante i guadagni azzerati di Pasqua e del ponte del 1° maggio e la prospettiva di una stagione estiva corta, che a fine agosto sarà già finita e che produrrà ingenti perdite soprattutto per le medie strutture alberghiere, quelle piccole e datate. Ma stiamo già progettando il 2021 qui a Cervia – rimarca Piraccini – affideremo uno studio a Nomisma e Crif per monitorare l’andamento del business in questa estate extra-ordinaria e partiremo dai dati per costruire un progetto ragionato di rilancio».

Le linee guida in Sicilia
«Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma servono regole chiare e purtroppo queste linee guida che abbiamo letto ci mettono seriamente in difficoltà». A parlare è Alessandro Cilano, procuratore legale della cooperativa L’Ombelico del Mondo che gestisce un lido sulla spiaggia di Mondello a Palermo (una trentina gli addetti) ed è presidente regionale della Fiba (balneari) di Confesercenti. I gestori dei lidi siciliani (sono circa 3.000 le concessioni in tutta la regione) si sentono tra l’incudine e il martello. Costretti a riaprire e investiti di responsabilità: «Ci si chiede un distanziamento di cinque metri quando basterebbe un metro e mezzo e poi c’è la questione dell’obbligo delle mascherine – dice Cilano – insomma un caos. Al mare a certe temperature ci sembra veramente impossibile che il virus possa sopravvivere. In ogni caso noi abbiamo fatto sempre la pulizia e la sanificazione e ci stiamo organizzando per contingentare gli ingressi. Ma non è questo il problema: il tema vero è quello delle aree libere».

A Mondello i lidi sono circondati solitamente da aree , molto frequentate, liberamente accessibili da tutti: la battigia, lungo tutta la fascia della borgata marinara di Palermo, è solitamente occupata nell’alta stagione da migliaia di persone: «Ecco – dice Cilano – chi è responsabile della salute di questi cittadini?» Una situazione talmente complessa che, viene da pensare, potrebbe spingere gli imprenditori a non aprire saltando una stagione «e invece non è possibile – spiega Cilano – perché l’articolo 47 del Codice della navigazione prevede la decadenza della concessione in caso di mancata apertura». Cilano aveva spiegato qualche giorno fa quale fosse il progetto per provare ad aprire in sicurezza ma tutto va rivisto alla luce delle novità di questi giorni. E non solo per lui.

Toscana e Isola d’Elba
In Toscana da settimane operatori e sindaci sono al lavoro per confezionare soluzioni anti-Covid che vanno anche al di là delle linee-guida raccomandate nei giorni scorsi da Inail e Iss. All’Isola d’Elba, per esempio, il presidente degli albergatori Massimo De Ferrari ha annunciato test sierologici per tutti i vacanzieri, da effettuare prima della partenza, al porto di Piombino, oppure al porto d’arrivo, anche se molti hanno già espresso dubbi sulla praticabilità e sui costi di questo sistema. L’isola punta comunque a conquistare l’immagine Covid-free, e sta lavorando in questo senso.

Al lavoro è anche il sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, che amministra uno dei territori toscani con più spiagge: ben 35 chilometri di litorale maremmano, coperto per il 95% da spiagge libere che, in questa fase, sono le più difficili da controllare. Da qui le idee: permettere agli stabilimenti balneari in concessione (una ventina) di allargarsi sulla spiaggia libera per mantenere lo stesso numero di ombrelloni; chiedere in cambio agli stessi stabilimenti di sorvegliare anche una parte di spiaggia libera confinante; affidare (a pagamento) alle associazioni Croce Rossa e Misericordia la sorveglianza delle spiagge libere residue, che spesso non solo collegate tra loro o hanno difficile accesso.


Articolo di de Forcade, Vesentini, Amadore, Pieraccini pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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