Green e sostenibilità

L’emergenza Covid frena l’Italia sulle rinnovabili

articolo di [email protected] (Redazione Repubblica.it) pubblicato su [email protected] (Redazione Repubblica.it)

L’emergenza Covid ha fatto perdere due posizioni all’Italia nella classifica dei 40 Paesi più attrattivi per gli investimenti nelle energie rinnovabili, scendendo dal 17° al 19° posto. Lo si legge sulla 55° edizione del report Ey Renewable Energy Country Attractiveness Index, secondo il quale “il Covid-19 ha prodotto instabilità nelle proiezioni del valore dell’energia nel medio periodo e rallentato lo sviluppo di nuove iniziative”.

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Tuttavia, “con il ritorno alla stabilità di consumi e prezzi, il settore riprenderà il suo trend di crescita, i cui driver d’investimento a lungo termine sono l’attenzione ai cambiamenti climatici e i criteri Esg”, relativi alla sostenibilità ambientale, sociale e al governo dei processi.

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Il report evidenzia come l’attenzione ai cambiamenti climatici e ai criteri Esg (environmental, social and governance) siano sempre più determinanti per la creazione di valore da parte dell’azienda. Gli investitori chiedono alle imprese non solo di realizzare performance finanziarie, ma anche di apportare un contributo positivo alla società. Di conseguenza, le aziende devono rimodulare le proprie strategie aziendali così da ridurre le emissioni, prestare attenzione alle persone, ai lavoratori e alle comunità locali e migliorare la propria governance.

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Secondo l’analisi di Ey, ciò ha portato la business community ad aumentare gli investimenti destinati alle energie rinnovabili. “I criteri Esg e la sostenibilità, ambientale e non solo, sono i driver fondamentali a supporto degli investimenti in energie rinnovabili. Il raggiungimento della grid parity nel recente passato ha dato una forte spinta agli investimenti, anche di grandi dimensioni, nel nostro Paese grazie al fatto che si è aperto un nuovo mercato di sbocco: accordi di ritiro dell’energia (Ppa) da privati o utility interessati all’approvvigionamento di energia verde. A prova di questo fenomeno in corso, la prima asta per impianti rinnovabili secondo la nuova regolazione ha visto elevata partecipazione e prezzi aggressivi, con livelli di sconto rispetto al prezzo d’asta pari al 30% (andando a congelare valori pluriennali inferiori al prezzo di mercato del momento). La seconda asta ha confermato tale scenario, sebbene con valori leggermente più elevati della prima”, commenta Giacomo Chiavari, Italy Energy Leader di Ey.

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 “L’arrivo del Covid-19 e la forte riduzione dei prezzi all’ingrosso ha temporaneamente rallentato lo sviluppo di nuove iniziative, in quanto ha portato instabilità nelle proiezioni del valore dell’energia nel medio periodo. Questa implicazione  dell’emergenza è stata particolarmente sentita in italia, dove il prezzo dell’energia elettrica si è praticamente dimezzato. Nell’auspicato scenario di un graduale ritorno alla stabilità di consumi e prezzi, il settore dovrebbe riprendere il suo trend di crescita” – prosegue Chiavari.

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Il report esamina anche l’importanza dei sistemi di accumulo per la decarbonizzazione della rete elettrica, nonchè le condizioni necessarie per incoraggiare gli investimenti nei sistemi di stoccaggio su larga scala. Ey stima che quest’anno saranno installati oltre 12,6 gwh di batterie di accumulo, rendendo il 2020 un anno record per la crescita dello stoccaggio di energia.

Si prevede inoltre che nel 2025 si toccheranno i 230 gwh rispetto agli attuali 17 gwh, con un aumento della capacità pari a 13 volte. “Nonostante l’emergenza in corso, continua a proseguire la transizione energetica che sta trasformando l’intera industria: questa va favorita e alimentata a tutti i livelli. Le energie rinnovabili avranno un ruolo chiave, sia come impianti di larga scala di energia verde, sia sempre più come fonte di energia di capacità medio-piccola e decentralizzata, per soddisfare consumi locali (industriali, commerciali e residenziali). Sarà importante, in parallelo, continuare il processo di rafforzamento delle reti elettriche intelligenti per mantenere in stabilità il sistema elettrico a livello locale in questa nuova complessa configurazione della rete” – conclude Chiavari.


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