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Leave.eu, il sito della campagna pro-Brexit, ha dovuto cercare riparo in Europa

Per non cambiare nome, visto che i domini .eu possono essere rilasciati solo ad aziende e cittadini dell’Ue, ha “traslocato” in Irlanda

(Photo by Christopher Furlong/Getty Images)Il sito internet della campagna pro-Brexit Leave.Eu ha dovuto registrare il suo nome nell’Unione europea per evitare di perdere il suo dominio di primo livello .eu, dedicato proprio ai cittadini dell’Unione. E per farlo ha dovuto “lasciare” il Regno Unito.
Il sito risulta ora intestato a Sean Power, amministratore delegato della società di servizi professionali Bsg, che ha sede in Irlanda. Quindi nell’Unione europea. Questo perché i nomi di dominio .eu possono essere rilasciati solamente ad aziende o individui residenti nell’Ue o nel suo spazio economico. Quindi non nel Regno Unito, dopo la Brexit, promossa proprio dal movimento che, ironia della sorte, ha dovuto legarsi all’Europa per non essere sospeso dal registro europeo Eurid dopo la separazione tra Londra e Bruxelles.
E dire che Leave.eu è stato il megafono della propaganda pro-Brexit per anni. Per non perdere il nome, creato giocando proprio su quello del dominio, con conseguenze sul marchio e sulle ricerche web,  il gruppo ha dovuto cercare un escamotage per rimanere, paradossalmente, all’interno dell’Unione europea.

https://t.co/hKvkQ0tPys moves to Ireland in order to stay in the EU.The looking-glass world of Brexit hypocrisy.
— A C Grayling #FBPE 3.5% #Reform #Rejoin🐟 (@acgrayling) January 7, 2021

Secondo il sito Euractiv, oltre a Leave.ue sono circa 80mila i siti internet che Eurid ha bloccato dopo la Brexit. Entro il 31 marzo 2021 gli amministratori di tutti questi siti dovranno cambiare nome di dominio o dimostrare di essere cittadini dell’Ue, altrimenti perderanno completamente l’accesso. I di dominio ritirati non saranno più disponibili fino al primo gennaio 2022, quando torneranno sul mercato per una nuova registrazione.

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Articolo Originale di Gabriele Porro, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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