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Le email sui vaccini contro Covid-19 rubate all’Ema in un cyber attacco sono state manipolate

I documenti sono stati contraffatti prima di essere divulgati in rete, con l’obiettivo, si teme, di minare la fiducia nei vaccini

(foto: Hakan Nural/Unsplash)Prima il furto. Poi la falsificazione. Proseguono le indagini sull’attacco informatico all’Agenzia europea del farmaco (Ema), che lo scorso dicembre ha colpito l’autorità comunitaria che vigila sulla filiera dei medicinali e ha portato alla sottrazione di documenti sensibili sui vaccini contro Covid-19 in approvazione nell’Unione europea. Dai riscontri degli investigatori sui documenti che sono successivamente trapelati in rete, emerge che le carte sono state manipolate. A dichiararlo è la stessa agenzia in una nota.
Dopo essere entrati in possesso di alcune email dell’Ema relative al processo di approvazione del vaccino prodotto da Pfizer e Biontech, il primo a ricevere il semaforo verde dell’agenzia comunitaria, gli autori dell’attacco hanno contraffatto e falsificato il contenuto dei documenti, con l’obiettivo, temono dall’agenzia con sede ad Amsterdam, di inquinare il dibattito pubblico sulla campagna vaccinale e minare la fiducia verso i trattamenti autorizzati.
Ema ha tuttavia precisato che l’attacco non ha influito in alcun modo sulle tempistiche di valutazione e approvazione dei vaccini. Come ha evidenziato Fabio Chiusi, project manager di Algorithm Watch, organizzazione no-profit che studia l’impatto degli algoritmi nella nsotra società, Twitter sta segnalando i post che fanno riferimento alle email manipolate, avvertendo gli utenti che si tratta di materiale ottenuto attraverso un attacco informatico e che potrebbe essere stato falsificato.

Twitter aggiunge un alert al tweet di Report sulle “mail dell’Ema ritrovate sul dark web” pic.twitter.com/HD4kzpzqBg
— Fabio Chiusi (@fabiochiusi) January 18, 2021

 

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Articolo Originale di Gabriele Porro, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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