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Le app ci “tiranneggiano” e WhatsApp crea dipendenza? La parola agli esperti

I consigli per ridurre la dipendenza patologica da WhatsApp

Sempre più prigionieri della comunicazione digitale, tutti i dispositivi tecnologici, le app di comunicazione e di invio messaggistica istantanea ci “tiranneggiano” e si impadroniscono della nostra vita.
Oggi stare su Internet a chattare o inviare messaggi mediante smartphone è diventata una quotidiana routine: non a caso ogni giorno vengono inviati ben 30 miliardi di messaggi su Whatsapp e si stima che siano ben 1,65 miliardi gli utenti che accedono a Facebook almeno una volta al mese.
Dati questi che sono destinati a crescere esponenzialmente: si tratta di una dipendenza patologica? Che cosa dobbiamo pensare? C’è chi come il Docente di Psicologia Enrique Echeburua ritiene ed accusa duramente l’app più cool del momento, WhatsApp.
Ci sono addirittura dei rimedi naturali che sono stati approntati per evitare e ridurre il rischio di “dipendenza da WhatsApp“. Scopriamoli in questa guida.

Enrique Echeburúa, Docente di Psicologia

Dipendenza da App: una nuova “droga”?

Fino ad oggi conoscevano la dipendenza da fumo, da alcol, da droga ma quella da WhatsApp e, in generale, dalle app di messaggistica e di comunicazione digitale non l’avevamo ancora sentita.
Eppure esiste, è già una patologia che colpisce tanntissimi bacini di utenti: non solo giovanissimi ma, anche, generazione in over 50enni.
In effetti, se ci fermiamo un attimo a riflettere è la vera realtà: ciascuno di noi partecipa a gruppi di messaggistica istantanea in ogni momento della giornata, dal mattino alla notte inoltrata.
Si pensi solo a quante emoticons si utilizzano nei messaggi e nelle chat al giorno: sul posto di lavoro, in chiesa, in palestra, a scuola, a fare la spesa al supermercato, ovunque e dovunque è un continuo chattare ed inviare messaggi tramite app di comunicazione.

Questa diffusione ed eccessivo uso delle App crea tirannia e dipendenza patologica alla stregua del consumo di alcolici, droga e farmaci? Sembrerebbe di sì: si tratta dell’allarme lanciato da un professore di psicologia Enrique Echeburua, il quale sostiene che fra gli utenti della diffusissima application di messaggistica istantanea WhatsApp sono sempre più numerosi i casi dipendenza patologica.

E non sembrerebbe il solo: sul quotidiano iberico 20 Minutos, si legge che l’app di messaggistica istantanea può dare luogo a conflitti amorosi e malintesi fra amici, al punto tale da consultare il telefonino costantemente quando non si riesce a “messaggiare” con una persona.

L’app di messaggistica istantanea, infatti, consente comunicazioni istantanee e gratuite, condividere immagini, video e commenti, semplicemente collegandosi con lo smartphone a una qualunque rete wi-fi in qualsiasi parte del mondo e dovunque, ad ogni ora della giornata senza vincoli temporali e geografici.

Questa peculiarità intrinseca nel funzionamento di WhatsApp potrebbe, secondo il Docente spagnolo, condurre in casi gravi anche ad un certo disinteresse per la vita reale: si pensi agli utenti capaci di scrivere e di inviare oltre 40 messaggi fra le 22.00 e le 2.00, si tratterebbe un’anomalia e di un disturbo psico-fisico in grado di alterare i normali cicli biologici e ritmi di vita e di relazione sociale.

La perdita di controllo per la vita reale, le gravi interferenze che WhatsApp ed ogni app di messaggistica istantanea può cagionare, la costante dipendenza sono allerts e sintomi chiari e palesi che identificano coloro che sono affetti da patologie legate all’utilizzo della Rete.

Rimedi e cure per combattere la dipendenza da WhatsApp

Come una vera e propria malattia clinica, anche per la dipendenza e l’abuso dell’utilizzo di WhatsApp, occorre prendere giuste precauzioni per limitare sempre di più l’accesso all’App più cool del momento.

Ad esempio, se hai sottoscritto un piano tariffario che ti permette di utilizzare il 3G, il 4G o internet, è arrivato il momento di cambiare: occorre sottoscrivere una nuova tariffa che  preveda meno Giga a disposizione per chattare, inviare messaggi e navigare in Internet, salvo casi di emergenza e di necessità impellente.

Uscire dai gruppi è un altro validissimo rimedio per ridurre la dipendenza da WhatsApp, ridurre ed eliminare le conversazioni più futili, cercare altre forme di svago e di distrazione nel tempo libero e, mai, sul posto di lavoro e/o a scuola.

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