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L’architetta spaziale: «Le mie case sulla Luna», venerdì in edicola sul numero di luglio

Milano, 28 luglio 2020 – 17:32

Esperta in architettura spaziale, Valentina Sumini sarà la docente di un nuovo corso universitario al Politecnico di Milano: Architecture for Human Space Exploration.

di Alessia Cruciani

Ci sono persone che hanno la dote di riuscire a far sembrare semplici concetti piuttosto complessi. Questa qualità sorprende ancora di più se a possederla è una persona molto giovane. Come Bebe Vio che, per capire la fase storica che stiamo vivendo, afferma: «Siamo tutti un po’ robot: io, magari, lo sono un po’ di più a livello fisico, ma nessuno esce di casa senza lo smartphone. Pensate alla sfida delle batterie: a voi si scarica il telefono a me, quando capita, non si muovono più le mani». Con queste parole della 23enne campionessa paralimpica di scherma, si apre il numero di luglio del Corriere Innovazione, che uscirà venerdì allegato gratuitamente al Corriere della Sera e in digital edition. Nel dialogo tra Bebe Vio e Giorgio Metta, il direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, raccolto da Massimo Sideri, editorialista e responsabile del Corriere Innovazione, l’atleta coglie il cambiamento che ci coinvolge tutti e la capacità della robotica di migliorare la nostra vita. Un esempio a livello terapeutico sono i microrobot da mangiare, nano-palline che trasporteranno il farmaco e si apriranno nel posto giusto.

Magari ci serviranno per quando andremo a vivere sulla Luna. A insegnarci come progettare un habitat umano sul nostro satellite ma anche su Marte ci pensa un’altra giovane donna, la scienziata italiana Valentina Sumini. L’esperta in architettura spaziale, intervistata da Elena Papa, sarà la docente di un nuovo corso universitario al Politecnico di Milano: Architecture for Human Space Exploration. Sumini, che ha già firmato un apprezzato progetto di albergo sulla Luna, è una delle voci più ascoltate in materia di abitazioni umane al di fuori della superficie terrestre. Il suo sarà un lavoro decisivo anche in vista del programma Artemis della Nasa, raccontato da Giovanni Caprara, esattamente 50 anni dopo la famosa frase «Houston abbiamo un problema», con la disavventura a lieto fine dell’Apollo 13. Una missione destinata a portare la prima donna e di nuovo un uomo sul suolo lunare entro il 2024 e a cui parteciperà anche l’Italia. Vi racconteremo come.

Il design e la mobilità del futuro sono protagonisti anche dell’intervento del pluripremiato stilista di auto Walter de Silva che, al posto di velocità stellari, illustra la sua filosofia slow motion: «Si tratta di una mobilità più lenta ma fluida, come le scale mobili e i tapis roulant, un movimento continuo e senza code».

Torna la rubrica Iperstoria di Luciano Floridi, filosofo e professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione a Oxford: stavolta ne è protagonista la sovranità digitale come antidoto al sovranismo analogico nazionale. Ma per capire il fil rouge che lega il mondo digitale, quello dei social e la protezione dei dati, interviene il professore di Diritto Costituzionale e Diritto dei Media alla Bocconi, Oreste Pollicino, che spiega l’evoluzione della protezione dei dati personali in Europa. Mentre Umberto Ambrosoli ci ricorda come di diritto alla privacy si sia iniziato a parlare nel 1890, grazie a due giuristi di Boston. Nel contesto si inserisce il sociologo Derrick de Kerckhove secondo cui la verità non fa più parte dell’equazione del dibattito online. Non a caso sui social, come TikTok, sono approdati i sostenitori dell’Isis per diffondere video propagandistici «addolciti» con sticker di cuori rosa e stelle. Un tema affrontato da Marta Serafini, autrice del libro L’ombra del nemico (Solferino).

E se Metta ricorda ancora che l’Italia può giocare un ruolo centrale nel campo dell’Intelligenza artificiale, Massimiliano Del Barba lo conferma raccontando la scommessa del nuovo Covision lab in Alto Adige. E pensare che la tecnologia c’era anche quando non lo sapevamo: Massimiano Bucchi spiega come il primo streaming musicale sia nato a New York nel 1897 e aveva incuriosito anche Mark Twain.

Sembra un oggetto del passato ma ci porta nel futuro la mongolfiera “Nettuno”: del primo pallone aerostatico spaziale che porterà fino a otto persone nella stratosfera scrive Barbara Millucci.

Rinviata al 2021 l’Olimpiade di Tokyo, non si fermano gli atleti, come la medaglia d’argento olimpica Daniele Lupo, che dà consigli tecnologici e non per divertirsi con il beach volley. Invece, la campionessa del mondo di nuoto Simona Quadarella sta macinando esami: studia Tecnologie innovative per la comunicazione digitale. E di atenei si parla come sempre con Paolo Conti, che stavolta presenta il Master in Computer Game Development all’Università di Verona. Mentre Silvia Lazzaris, oltre a raccontare come Oxford affronta le problematiche legate a Brexit e pandemia per gli studenti dell’Ue, con Sara Moraca firma un’inchiesta su gambling e Covid.

Da non perdere anche l’anticipazione sul restauro dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che lo trasformerà in un hub culturale entro il 2023. Ma sono tanti altri i servizi da leggere anche se, come spiega Alessio Figalli, vincitore della medaglia Fields, il Nobel della matematica, «Il tanto è inutile e il troppo non sappiamo processarlo».

28 luglio 2020 | 17:32

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