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L’Antitrust indaga sul progetto di una rete unica in Italia

Indagine su Fibercop da parte dell’Autorità garante della concorrenza, mentre prende quota il progetto di una società unica per sviluppare la banda larga in Italia

(foto: via Getty Images)Il progetto della rete unica a banda larga in Italia entra nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha annunciato l’avvio di un’istruttoria volta a verificare eventuali elementi che possano ledere la concorrenza di mercato all’interno dei contratti di co-investimento previsti nella realizzazione di FiberCop, la società che dovrebbe nascere entro il primo trimestre del 2021 dagli accordi tra Tim, Fastweb e il fondo statunitense Kkr.
In particolare, l’Authority fa sapere che le indagini si concentreranno proprio su Telecom Italia, Fasweb, Teemo Bidco, FiberCop, Tiscali Italia e Kkr, con particolare attenzione agli accordi di fornitura con Fastweb e Tiscali e il piano di costituzione di FiberCop, che dovrebbe essere controllata al 58% da Tim e in cui confluirà la rete secondaria in rame del principale operatore italiano di telefonia.
In sostanza, per garantire che gli accordi e le strategie di co-investimento nel progetto non rappresentino potenziali rischi e ostacoli per la concorrenza di mercato, necessaria secondo Agcm per una rapida realizzazione degli obiettivi, l’autorità ha deciso di effettuare verifiche mirate e di scandagliare i contratti messi in atto dalle compagnie coinvolte. Inoltre, l’autorità vuole garantire che gli accordi forniscano anche incentivi per la dismissione della vecchia tecnologia delle reti in rame.
In questo modo, il garante prosegue quindi il suo lavoro di scrutinio già avviato in occasione dell’approvazione della creazione della società FlashFiber, la joint venture creata da Tim e Fastweb nel 2016 con l’obiettivo di cablare con la tecnologia ftth (fibra fino a casa) 29 città italiane. In quel caso, Agcm aveva considerato positiva la collaborazione tra le due società grazie ad alcuni accorgimenti volti a tutelare un sistema di concorrenza sul fronte delle infrastrutture degli operatori.
Dal canto loro, Tim e Fastweb hanno accolto positivamente l’iniziativa dell’Antitrust, commentando in un comunicato congiunto che l’avvio del confronto “rappresenta un importante passaggio dopo che la Commissione europea, lo scorso 26 novembre, ha comunicato che FiberCop non sarà soggetta ad alcun obbligo di comunicazione ed approvazione da parte dell’Antitrust comunitario”. Spetta quindi all’Antitrust italiana garantire una collaborazione corretta tra le parti.
Inoltre, ribadiscono ancora le due compagnie, il progetto FiberCop seguirà le normative del Codice europeo delle comunicaioni, che prevede il modello del co-investimento aperto, ovvero la possibilità di partecipazione da parte di tutti gli operatori interessati per garantire la massima concorrenza nello sviluppo della rete.
Su questo fronte, peraltro, l’estate scorsa Tim era stata citata in giudizio per comportamento monopolistico dall’altro attore centrale nel progetto di costruzione della rete unica in Italia, ossia Open Fiber, di cui Enel ha recentemente annunciato la vendita della sua partecipazione al fondo australiano Macquarie.
Va poi anche ricordato che sulla questione proprio Agcm era intervenuta a marzo sanzionando Tim con 116 milioni di euro di multa per aver dato vita a una strategia anticoncorrenziale volta a ostacolare lo sviluppo concorrenziale degli investimenti nelle infrastrutture per la banda ultra-larga.

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Articolo Originale di Andrea Pitozzi, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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