Business & Management

La trasformazione del lavoro stravolge l’azienda: ecco perché è positiva

IDC FUTURE OF WORK CONFERENCE 2020

Nel concetto di «future of work» rientrano valori intangibili come la creatività e l’empatia, ma anche asset fisici come spazi e ambienti di lavoro

di Gianni Rusconi

(AP)

Nel concetto di «future of work» rientrano valori intangibili come la creatività e l’empatia, ma anche asset fisici come spazi e ambienti di lavoro

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Strutture organizzative e metriche completamente nuove: l’emergenza Coronavirus influisce eccome, ma ha “solo” accelerato un processo di cambiamento nel modo di lavorare che i progressi della tecnologia hanno accompagnato per decenni, trovando le aziende (quasi) sempre pronte ad adattarsi. Sarà così anche ora, nell’era post Covid-19? La trasformazione del lavoro, il cosiddetto «future of work» è, come dicono gli esperti di Idc, un’onda crescente in grado di stravolgere la cultura aziendale e i processi di gestione del business. Ed è quanto successo nella fase di lockdown (e quanto sarà nei prossimi mesi) per migliaia e migliaia di addetti, professionisti e manager nel segno dello smart working.

Le aziende sono chiamate ad intervenire su modelli che si stanno rivelando poco agili e scalabili perché, sempre di più, l’uomo opererà al fianco di “colleghi digitali” che gestiranno per suo conto pratiche ricorrenti. Entro la fine del 2021, recita uno studio recente della stessa Idc, il contributo dei digital co-worker aumenterà del 35% in virtù del fatto che molte attività saranno automatizzate attraverso la robotica, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale ed aumentata (con il settore finanziario a fare da capofila fra i settori che metteranno a disposizione forme di “augmentation” per il proprio personale).

Nel concetto di “future of work” rientrano quindi nuovi valori intangibili come la creatività e l’empatia, ma anche asset fisici come gli spazi e ambienti di lavoro, proprio perché va ripensato (dal punto di vista tecnologico, culturale e organizzativo) il modo in cui si lavora all’insegna di agilità, produttività ed efficienza operativa. La trasformazione del lavoro, in altre parole, è necessaria per innescare concretamente la digital transformation e questo processo, per essere vincente, deve essere parte integrante della strategia aziendale e diventare una priorità di tutti i C-level, Chief Hr Officer in primis.

Entro il 2024, sempre secondo Idc, il 30% delle imprese Global 2000 farà infatti affidamento su un ecosistema virtuale (collaborativo e sicuro) che consentirà loro di operare come un’organizzazione senza confini fisici. Sempre entro i prossimi quattro anni, due terzi dei dipendenti di queste grandi imprese si sposteranno da ruoli statici verso team dinamici e multidisciplinari, focalizzandosi su obiettivi e risultati. Si tratta di un passaggio epocale, un cambiamento di paradigma che offrirà più opportunità di crescita ai dipendenti ma richiederà anche maggiori requisiti in materia di apprendimento continuo e di gestione delle risorse umane.

Di questi temi, e delle tendenze emergenti in fatto di employee experience e talent management, si parlerà il 17 giugno (in diretta streaming) in occasione dell’evento “Future of Work 2020”. Con Roberta Bigliani, Head of Insights di Idc Europe, e Fabio Rizzotto, Head of Research and Consulting in Idc Italy, abbiamo provato ad anticiparne alcuni elementi, a cominciare dagli aspetti di maggiore criticità per le aziende italiane alle prese con la trasformazione del lavoro.


Articolo di di Gianni Rusconi pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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