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La storia di Ugandan Knuckles, il meme nato per caso e diventato razzista

I meme online acquisiscono il loro stato di contenuti virali e cangianti per motivi a volte difficili da indagare, ma uno dei casi più singolari è sicuramente quello di Ugandan Knuckles: il personaggio è nato da un estratto video di poche frazioni di secondo ed è stato reso popolare all’insaputa dell’autore, per poi essere riadottato in massa da orde di troll e assumere connotati razzisti.

Da dove arriva Ugandan Knuckles

Il materiale originale, per quanto difficile da riconoscere, è l’echidna Knuckles, uno dei protagonisti della storica serie di videogiochi Sega dedicati al porcospino Sonic. La sua versione deforme è apparsa per la prima volta per pochi secondi come inserto nella videorecensione di uno dei videogiochi della serie fatta dallo youtuber Gregzilla. L’immagine disegnata in modo raffazzonato ha colpito l’immaginazione degli spettatori, che l’hanno riciclata dando vita a una serie di video in cui il personaggio canta alcune hit musicali e che è stata ribattezzata a posteriori Knuckles Sings. I video hanno dato popolarità al meme, che è stato poi usato come modello dall’utente Tidiestflyer su DeviantArt per crearne un modello in 3D scaricabile liberamente da chiunque.

Le accuse di razzismo

È a questo punto che Knuckles Sings ha cambiato natura. Nel 2018 il modello è stato scaricato in massa da troll che l’hanno utilizzato per invadere la chat in realtà virtuale VRChat – un software dove è possibile intrattenere conversazioni con amici ed estranei in uno spazio digitale, muovendosi sotto le sembianze di qualunque modello tridimensionale e parlando attraverso il microfono del proprio dispositivo. I troll hanno preso ad assediare gli utenti legittimi ripetendo citando frasi dal film ugandese a basso reddito Who Killed Captain Alex, non senza inserire nel contesto un pesante accento africano….

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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