Turismo

La crisi profonda di Sorrento, dove l’87% delle famiglie vive di turismo

Una comunità in ginocchio

Gli operatori turistici attendono le linee guida governative intanto studiano come ripartire. Grande preoccupazione per i lavoratori stagionali

di Vera Viola

L’allarme Onu, nel mondo per il turismo crolli fino all’80%

Gli operatori turistici attendono le linee guida governative intanto studiano come ripartire. Grande preoccupazione per i lavoratori stagionali

4′ di lettura

Dove c’era un continuo brulicare di persone, di visitatori italiani e stranieri, almeno per dieci mesi all’anno, dove c’era un clima di festa e di allegria, oggi c’è il vuoto. A Sorrento, dopo quella sanitaria, ora morde la crisi economica. E preoccupa ancor più che altrove, visto che l’87% delle famiglie vive di turismo e questa, ad oggi, è l’attività più colpita e con minori prospettive di recupero. Gli alberghi contano la cancellazione del 95% delle prenotazioni fino a fine giugno.

La crisi sanitaria è scoppiata molto presto, quando a fine gennaio si è diffusa la voce che i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani provenivano proprio dalla penisola. Oggi la città, dove si contano 16 persone contagiate e due che hanno perso la vita, è totalmente ferma: alberghi, ristoranti, pizzerie, trasporti privati, lidi, agenzie di noleggio di barche e di auto, negozi e un enorme indotto. Amministratori e operatori turistici lamentano soprattutto la mancanza di prescrizioni, di linee guida per ripartire. «C’è ancora troppa incertezza – dice Gino Acampora, agente di viaggio e albergatore – è necessario che il governo assuma decisioni chiare. Le nostre preoccupazioni maggiori sono per i lavoratori stagionali fermi da due mesi e senza prospettive: sono decine di migliaia le persone a cui dare risposte».

Il sindaco: vogliamo ripartire, prioritari i collegamenti aerei

Giuseppe Cuomo, primo cittadino, da pochi mesi passato alla Lega, mostra preoccupazione e insofferenza: «Abbiamo grande voglia di ripartire – dice – ma siamo anche molto preoccupati di riaprire le strutture se prima non si riattivano i collegamenti aerei: Sorrento vive di un turismo per l’85% straniero».

Crollata come un castello di sabbia una stagione 2020 che era partita alla grande, addirittura con un incremento rispetto al 2019, quando Sorrento aveva già avuto il pienone. «Cerchiamo di adeguarci alle nuove necessità. Chiederemo alla Regione di potenziare il servizio di trasporto sia su gomma che su ferro», dice il sindaco. Il Comune per ora ha cancellato tutti gli eventi che aveva programmato fino a giugno. Rimangono in calendario solo “Le giornate professionali del cinema” e la maratona a dicembre. «Sono davvero molto preoccupato – ribadisce Cuomo – perchè il Governo non ha preso in considerazione il problema del turismo. Per quanto riguarda il Comune, stimiamo la perdita di un terzo delle entrate, pari a quasi 10milioni di euro. Abbiamo chiesto al Governo di trasferire ai Comuni l’Imu degli alberghi. Ma non abbiamo ricevuto risposta. C’è il rischio che un Comune virtuoso non riesca più a far quadrare il bilancio».

Gli operatori: c’è chi pensa che non riaprirà per l’estate

Come ripartire?  «Abbiamo davanti numerose incertezze — analizza Acampora – gli italiani sono in crisi e non si sposteranno per andare in vacanza se non si sentiranno sicuri. In ogni caso il mercato italiano non riuscirà a compensare le perdite di clienti stranieri. Il mercato statunitense è perso per quest’anno poiché gli Usa sono ancora in piena emergenza sanitaria. Così l’Inghilterra che è il primo mercato per la penisola sorrentina. Speriamo di poter respirare in agosto». «Aspettiamo a giorni il decreto per decidere sull’apertura – dice Luca Savino, titolare dell’hotel Leone - Abbiamo bisogno del protocollo sicurezza per predisporre tutti i dispositivi necessari. Non tutti apriranno. Noi siamo orientati a ripartire a luglio. Lo faremo soprattutto per garantire il lavoro ai nostri collaboratori. Ma sarebbe utile, così come proposto da Federalberghi, che il Governo predisponesse una decontribuzione del lavoro».


Articolo di di Vera Viola pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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