Food & Wine

l consumo di vino in Italia – dati 2019 per regione e classi di età

 

I giovani si riaffacciano al vino. Sembra essere questo il messaggio, anche per il 2019, del rapporto ISTAT sul consumo di vino in Italia. Nel 2019 la porzione dei 18-19enni che ha almeno una volta bevuto vino è cresciuta al suo massimo storico, il 37% della coorte, mentre è scesa la penetrazione dei 16-17enni, dal 19% al 17% (ma su una serie storica molto più volatile). Siamo sul massimo storico anche per i 20-24enni (49%) mentre tengono le posizioni del 2018 tutte le altre categorie. Il post contiene anche il “taglio” regionale dei dati, dove si rileva il forte progresso della penetrazione di consumo nelle isole (Sicilia e Sardegna) e dati molto positivi anche per Piemonte e Lombardia, tra le regioni importanti. La regione italiana dove ci sono più bevitori in rapporto alla popolazione? L’Emilia-Romagna, con il 61%, mentre resta in fondo alla lista (pur migliorando) la Sicilia con il 45%. Passiamo a una breve analisi dei dati.

 

  • Detto che in Italia i bevitori di vino sono il 54% della popolazione come nel 2018, approfondiamo per età per scoprire che la categoria con la maggiore penetrazione è quella 60-64 anni (65%), da diversi anni.
  • Guardando bene le tabelle si nota un certo “invecchiamento” nel picco di consumatori, che per qualche anno è stato la fascia 55-59 anni.
  • È però molto chiaro che le fasce giovani si stanno riavvicinando al vino. Nel 2019 le fasce 18-24 anni sono in progresso, a compensare un leggero calo della penetrazione nelle coorti tra 25 e 54 anni. Di certo guardando i dati in prospettiva decennale i numeri sono chiari: tra il 2009 e il 2019 i consumatori di vino di 18-19 sono il 4% in più della popolazione, quelli tra 20 e 24 anni sono il 7% in più, mentre soltanto tra 45 e 59 anni si verifica un calo. Come se ci fosse stato un buco generazionale che non è recuperato.
  • Come c’era da aspettarsi i dati di consumo abituale sono in regressione in quasi tutte le fasce di età rilevanti (curiosamente non tra i più giovani maggiorenni), mentre quelli di consumo sporadico toccano il picco storico.
  • Passando ai dati regionali, il fondo della tabella mostra il forte progresso di Sicilia (+2.4% al 45.5%) e Sardegna (+1.4% al 49.4%), che sono comunque in fondo alla lista per penetrazione di consumo. Lo stesso vale per la Campania (+1.1% al 46.3%). Tra le regioni invece con i consumi più importanti, si nota un calo dell’Emilia-Romagna (-1.4% al 61.1%), che comunque resta la prima regione italiana in questa classifica, davanti a Valle d’Aosta e Toscana. Per quanto riguarda il consumo sporadico, secondo ISTAT nel 2019 è invece la regione Lazio (35.3% della popolazione) a sopravanzare leggermente Veneto ed Emilia Romagna (35% e 35.2%), ma si tratta di differenze veramente di poco conto.
  • Vi lascio alle numerose tabelle.
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