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In Europa c’è una proposta per legalizzare lo scambio p2p di file protetti da copyright

Freedom to Share è l’iniziativa presentata da alcuni attivisti per cambiare le regole sul copyright e consentire il ricorso al peer-to-peer per lo scambio di file protetti dal diritto d’autore

Blockchain (Getty Images)In Europa è partita una raccolta firme a sostegno della proposta Fredom to Share. La richiesta alla Commissione è di modificare le regole sul copyright legalizzando la condivisione dei file tramite reti peer-to-peer (p2p) per scopi non commerciali.
Le reti p2p spesso sono utilizzate per lo scambio di file multimediali, ma in Europa il meccanismo diventa illegale quando il trasferimento riguarda documenti protetti da copyright. Motivo per cui la Freedom to Share, un’iniziativa che sfrutta l’Ice, ossia la possibilità da parte dei cittadini europei di sottoporre alla Commissione proposte di legge, ha lanciato la petizione a Bruxelles. Animatore del progetto è un gruppo di attivisti, sostenuto da organizzazioni di otto paesi europei. La proposta ora deve raggiungere quota un milione di firme per essere presa in considerazione dalla Commissione.
“La domanda è: è giusto che il copyright, i diritti correlati e i diritti sui database sui generis impediscano la condivisione di opere e altro materiale?”, commenta Marco Ciurcina, avvocato italiano esperto in material digitale e portavoce di Freedom to share. E aggiunge: “La normativa vigente, che vieta la condivisione di file contenenti opere sottoposte a copyright, limita gravemente la libertà di accesso alla scienza e alla cultura sancita dall’articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Per il legale, una legislazione consenta la condivisione di file via p2p sarebbe perfettamente compatibile con le normative internazionali se titolari dei diritti potessero ricevere in cambio un equo compenso.
La proposta scongiura la pirateria informatica con un sistema che retribuisce i titolari dei diritti d’autore quando un loro file viene scambiato tra utenti tramite reti p2p. Di contro, prevede la rinuncia al diritto d’autore e ai diritti connessi quando lo scambio avviene in contesti senza fini di lucro. In questo modo i cittadini potrebbero condividere i file direttamente tramite le reti p2p avendo così accesso a scienza e cultura senza essere soggetti a controlli e profilazione.
 

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Articolo Originale di Gabriele Porro, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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