Salute e Benessere

In Cina Janssen apre il sito clone di Latina

MADE IN ITALY

Parte con la produzione di un miliardo di pillole lo stabilimento costruito con tecnologie e know how italiano

di Ernesto Diffidenti

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Il sito di Xian. Lo stabilimento appena aperto nel capoluogo della provincia di Shaanxi, realizzato copiando pianta, tecnologie, fornitori, macchine e magazzino del sito laziale

Parte con la produzione di un miliardo di pillole lo stabilimento costruito con tecnologie e know how italiano

3′ di lettura

I cinesi, si sa, sono fanatici della riproduzione fino ai minimi dettagli. Hanno ricostruito Venezia e il Colosseo ma anche reinterpretato la tecnologia occidentale e importato tante idee made in Italy. In un caso più unico che raro anche gli americani della multinazionale del farmaco Johnson & Johnson hanno voluto “copiare” qualcosa di italiano in terra cinese: lo stabilimento Janssen di Latina, il più avanzato dal punto di vista di layout, tecnologie, flussi e processi. Detto, fatto: lo stabilimento è stato realizzato a Xian, capoluogo della provincia di Shaanxi, nella Cina Centrale, duplicando la pianta, le tecnologie, i fornitori, le macchine e il magazzino del sito laziale.

Esattamente così com’è, dunque, il modello italiano è stato “clonato” in Cina. Pensato quattro anni fa, oggi è diventato produttivo con l’uscita dei primi lotti commerciali di capsule, compresse e bustine effervescenti. Nelle sue linee, ideate e disegnate da ingegneri italiani e costruite con tecnologia tricolore, potranno essere confezionate fino a 2 miliardi di pillole: al momento se ne producono solo la metà.

«C’era la necessità di spostare lo stabilimento da dentro a fuori la città – spiega Pietro Santoro, Head of HR Supply Chain and R&D Italy – in un’area più comoda logisticamente e porre le basi per un sito che producesse non solo per la Cina ma potenzialmente per tutta l’Asia. Dall’assessment globale, sia all’esterno che all’interno dell’azienda, è risultato che il plant di Latina fosse lo stabilimento da copiare». Una scommessa importante per Johnson & Johnson che ha messo sul piatto investimenti per 350 milioni di dollari.

Si è attivata così una complessa macchina che 3 anni fa ha visto partire intere squadre di ingegneri, responsabili della qualità, responsabili del progetto, disegnatori e progettisti con destinazione Xian dove le delegazioni si sono trasferite stabilmente fino allo scorso dicembre, partecipando anche alla formazione di professionisti e operai cinesi. «Dall’Italia – aggiunge Santoro – è stata importata non solo l’innovazione e, dunque, macchine e automazione, ma anche processi e flussi che regolano tutta la complessa struttura generale».

Lo stabilimento Janssen di Latina, infatti, è sempre stato un modello di eccellenza per innovazione e caratteristiche dei sistema produttivi e layout fino all’introduzione nella produzione farmaceutica del continuous manufacturing che diminuisce i costi, velocizza la produzione, aumenta la qualità e rende flessibile la commercializzazione.


Articolo di di Ernesto Diffidenti pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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