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Imballaggi: il virus frena i cibi sfusi. Rincara la raccolta differenziata

articolo di di Jacopo Giliberto pubblicato su di Jacopo Giliberto

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Indagine di mercato: ora i consumatori percepiscono più sani gli alimenti confezionati. Intese fra i Comuni e i consorzi filiera Comieco e Coripet

di Jacopo Giliberto

(IMAGOECONOMICA)

Indagine di mercato: ora i consumatori percepiscono più sani gli alimenti confezionati. Intese fra i Comuni e i consorzi filiera Comieco e Coripet

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Aumentano i corrispettivi che saranno pagati ai Comuni per il servizio di raccolta differenziata della carta e del Pet, la pregiata plastica delle bottiglie.
È questo l’oggetto degli accordi che i consorzi di filiera che raccolgono le imprese della carta e del suo riciclo, il Comieco, e della plastica Pet, il Coripet, hanno raggiunto con l’Anci, l’associazione dei Comuni.
Nel frattempo i consumatori, spinti dal timore del contagio, hanno spostato le preferenze d’acquisto e prediligono gli alimenti confezionati, ora percepiti meno contaminati e più sani rispetto agli sfusi.

I cibi sterili sono preferiti
L’emergenza sanitaria cambia l’idea di ciò che è sano. Il 46% delle persone che nei supermercati preferivano i prodotti sfusi, percepiti come più

naturali e quindi più sani, ha cambiato la scelta e ora acquista i prodotti confezionati, percepiti come più sterili e quindi più sani. Era sano il naturale, è sano l’artificiale. Il timore che uno sconosciuto, palpando con le ditacce, possa avere contaminato gli alimenti fa allontanare il carrello dalle cassette di ortofrutta e pane da pesare.
Il fenomeno, notato in marzo con l’esordio dell’epidemia, è stato misurato dalla società di analisi di mercato Swg su indicazione del Comieco, il consorzio di riciclo di carta e cartone.
L’indagine quantitativa ha rilevato che l’emergenza sanitaria ha portato il 33% del campione a modificare le scelte d’acquisto in favore dei prodotti imballati e il 46% di chi prima dell’emergenza comprava in prevalenza prodotti sfusi si è orientato verso i confezionati.

Il riciclo della plastica Pet
L’accordo tra l’Anci e il consorzio Coripet è un accordo ponte della durata di un anno che finanzia il servizio di raccolta differenziata dei contenitori di Pet per liquidi (il polietilene tereftalato tipico delle bottiglie delle bevande gassate e dell’acqua minerale) e la posa delle macchinette mangiabottiglie (formalmente le istallazioni sperimentali degli eco-compattatori.
Mentre le plastiche miste hanno un valore modestissimo e spesso l’alternativa migliore è il ricupero energetico come combustibile, alcune tipologie di plastica hanno grande richiesta e l’offerta non riesce a stare al passo con la domanda del riciclo.
L’accordo non cambia le modalità di raccolta della plastica Pet ma alza di 6 euro la tonnellata il corrispettivo riconosciuto ai Comuni dalle aziende del consorzio. L’intesa regola anche i rapporti economici per le macchinette mangiabottiglie sperimentali da collocare all’ingresso dei supermercati o in luoghi di attrazione.

La raccolta di carta e cartone
L’intesa tra l’Anci e il consorzio Comieco rinnova (in modo retroattivo dal 1° maggio scorso) l’allegato tecnico carta dell’accordo Anci-Conai. Il contributo dato ai municipi per il servizio di raccolta degli imballaggi cresce dagli 98,91 euro la tonnellata di oggi ai 115 euro per salire a 128 euro nel 2025.
Vi sono alcuni elementi di pregio, come la tracciabilità dei rifiuti e come la garanzia che saranno ritirati e riciclati anche le carte che non sono imballaggi, come i giornali e le altre arte grafiche.


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