Comunicazione Aziendale

il PMI del settore manifatturiero italiano raggiunge un nuovo record a causa della continua ripresa della domanda – Il Giornale delle PMI

Secondo gli ultimi dati PMI®, durante l’indagine di maggio il settore manifatturiero in Italia ha registrato un’altra prestazione strepitosa. La crescita della produzione ha continuato a risultare tra la più alte della storia dell’indagine, per via dell’aumento record dei nuovi ordini e dei livelli occupazionali, e con l’ulteriore espansione della domanda da parte dei clienti a metà del secondo trimestre. Le interruzioni sulla catena di distribuzione però sono rimaste elevate, e di conseguenza si è ancora di più rafforzata la pressione inflazionistica.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – è aumentato ulteriormente da 60.7 di aprile, raggiungendo a maggio il nuovo valore record di 62.3 e ha segnalato la migliore prestazione delle condizioni operative dall’inizio della storia dell’indagine, nel giugno del 1997.

A dare un forte impulso al valore principale di maggio è stato l’Indice destagionalizzato dei Nuovi Ordini, che ha raggiunto un record storico e ha mostrato un rapido aumento del volume generale dei nuovi ordini. Secondo le aziende campione, le più favorevoli condizioni economiche hanno favorito la crescita della domanda da parte dei clienti. L’indagine di maggio è stata inoltre indicativa di un numero superiore di vendite destinate al mercato estero, con una espansione delle esportazioni ad uno dei tassi più alti della storia dell’indagine. La crescita è stata attribuita dalle aziende campione alla migliore domanda, in particolare dalla Cina e dagli Stati Uniti.

A maggio, la produzione è di conseguenza aumentata ad un ritmo leggermente accelerato. Il tasso di crescita è stato il maggiore da febbraio 2011 e il secondo più veloce di sempre.

L’aumento delle vendite ha tuttavia aggiunto pressioni sulla capacità. Il livello del lavoro inevaso delle aziende manifatturiere italiane è aumentato infatti segnando un tasso record. Le imprese aderenti all’indagine hanno inoltre notato che la carenza di materiale e i ritardi delle consegne hanno causato ritardi nel completamento di alcuni ordini.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “La ripresa del manifatturiero italiano a maggio non ha mostrato segnali di rallentamento, con i dati del PMI che hanno continuato a riportare un nuovo primato positivo dello stato di salute del settore grazie alle vendite crescenti e all’aumento quasi record del tasso di crescita della produzione. I produttori manifatturieri hanno inoltre continuato ad aggiungere personale e al ritmo maggiore dall’inizio della raccolta dati, ovvero nel 1997, in parte a causa della più forte pressione sulla capacità produttiva della storia dell’indagine. A maggio, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a destare le preoccupazioni maggiori, con i prezzi di acquisto che hanno continuato ad aumentare, e con l’incremento conseguente dei prezzi medi di vendita a livelli record da parte delle aziende. I costi più onerosi sono scaturiti principalmente dalla carenza di materiali e dai ritardi delle consegne. I tempi medi di consegna infatti sono peggiorati ancora una volta ad un livello senza precedenti. Detto ciò, a metà del secondo trimestre, il settore ha riportato una prestazione strepitosa dando quasi inesistenti (o minimi) segnali di rallentamento della crescita. Le imprese sono rimaste ottimiste su un’ulteriore espansione della produzione, ciò potrebbe essere il caso in quanto le misure restrittive anti Covid-19 si stanno allentando ulteriormente e l’economia generale si sta riprendendo.”


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