Business & Management

Il modello «agile» per migliorare efficacia e produttività

sbagliando si impara

L’auto-organizzazione è una forma di lavoro molto libera ma non facile, che prevede la maturità dell’organizzazione, dei gruppi e degli individui

di Alessandro Pedrazzini *

(USA TODAY Sports)

L’auto-organizzazione è una forma di lavoro molto libera ma non facile, che prevede la maturità dell’organizzazione, dei gruppi e degli individui

3′ di lettura

Un approccio al modello “agile” del lavoro significa ripensare il lavoro, il cosa fare, come e dove, ponendo al centro il collaboratore (considerandolo una sorta di cliente interno) a cui offrire un ambiente confortevole, sia dal punto di vista estetico sia relazionale, un’organizzazione del lavoro in cui il collaboratore possa scegliere come gestire le proprie attività, come impostarle e con quali strumenti tecnologici adeguati.

Le esperienze inducono a ritenere che il percorso sia ben più difficile di quanto si possa ipotizzare e gli ostacoli si trovano nel quotidiano, quindi è bene che i decisori aziendali utilizzino un approccio molto “razionale” e non ideologico. Passare dalla teoria alla pratica è un bel salto che non tutte le imprese sanno o possono fare.

Le realtà organizzative in cui il lavoro agile è stato implementato con successo evidenziano alcuni tratti comuni, nel processo utilizzato:
1) Formazione: per cambiare la cultura organizzativa e renderla adatta ai nuovi processi operativi hanno formato le persone e il management.
2) Stile manageriale: hanno adottato uno stile manageriale caratterizzato da responsabilizzazione diffusa nei processi decisionali, di delega e controllo, trasparenza e chiarezza nella comunicazione, cultura del coordinamento e collaborazione, con obiettivi chiari, misurabili e condivisi.
3) Layout degli spazi: hanno predisposto spazi adatti e flessibili in cui l’orientamento funzionale delle aree permette la collaborazione e lo scambio di informazioni quando le persone sono in azienda. Gli spazi sono utilizzati su prenotazione e sono costruiti utilizzando la logica del design thinking che consente ai fruitori di costruire insieme ai designer gli spazi.
4) Modello tecnologico: sono passate da un modello tecnologico desktop computing a un modello user computing, e i lavoratori possono lavorare nei diversi spazi della struttura.
5) Multifunzionalità: hanno utilizzato team multifunzionali, composti da sociologi per l’analisi del contesto sociale e l’utilizzo delle metodologie di ricerca partecipative, formatori per gli interventi tesi a modificare la cultura organizzativa, architetti per disegnare gli spazi, ingegneri per ricostruire l’organizzazione del lavoro, economisti per valutare l’impatto della nuova organizzazione.

Le condizioni perché ciò avvenga richiedono un cambiamento culturale che comporta il passare dalla presenza fisica in azienda all’auto-organizzazione, che è una forma di lavoro molto libera ma non facile, che prevede la maturità dell’organizzazione, dei gruppi e degli individui. La maturità dell’organizzazione più adatta per ottimizzare l’impiego del modello agile richiede un approccio manageriale orientato alla delega e al coordinamento per lo sviluppo della cooperazione.

La maturità del gruppo ha un suo ciclo di vita e fasi di crescita, dalla formazione alla fase del confronto fino alla definizione di obiettivi comuni.


Articolo di di Alessandro Pedrazzini * pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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