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Il manifatturiero italiano consolida la ripresa del fatturato nei primi cinque mesi del 2021, superando i livelli pre-Covid – Il Giornale delle PMI

In termini merceologici, il vantaggio italiano sui concorrenti europei si spiega attraverso il superamento dei livelli pre-Covid da parte dei settori attivi lungo la filiera delle costruzioni, sia in termini di fatturato che di produzione. In testa al ranking Elettrodomestici (+25.7% il fatturato complessivo gennaio-maggio 2021 a valori correnti, rispetto al corrispondente periodo 2019) e Mobili (+11.3%), che hanno ricevuto una notevole spinta dagli incentivi e dal rinnovato interesse nel vivere l’ambiente domestico indotto dalla pandemia, anche in ottica di lavoro e studio. Si tratta, infatti, di una tendenza visibile anche nei dati francesi e, parzialmente, in quelli tedeschi e spagnoli (dove spicca la crescita degli Elettrodomestici ma non dei Mobili). Seguono in classifica i Prodotti e materiali da costruzione (+9.6%, sempre in termini di fatturato).

I livelli gennaio-maggio 2019 sono stati superati, in termini di fatturato e produzione, anche da parte di alcuni settori produttori di beni intermedi (Metallurgia +14.8% il fatturato complessivo dei primi cinque mesi del 2021, a valori correnti, Elettrotecnica +11.8%, Intermedi chimici +11.7%, Prodotti in metallo +7.5%, Altri intermedi +3.7%) che hanno beneficiato tanto del traino delle costruzioni quanto delle spinte di recupero di altri importanti settori attivanti, quali automotive e Meccanica.

Si tratta di due settori, questi ultimi, che hanno ripreso slancio a partire dalla seconda metà del 2020 chiudendo il gap di fatturato rispetto al pre-Covid (+5% gli Autoveicoli e moto nel gennaio-maggio 2021, sul corrispondente periodo 2019, +2.8% la Meccanica), ma che ancora non hanno raggiunto un pieno recupero dei livelli produttivi pre-crisi. Il confronto con Germania, Francia e Spagna fa emergere, comunque, un’Italia più avanti nel percorso di risalita della produzione, non solo nella Meccanica, settore di punta del nostro manifatturiero, sostenuto sia da un mercato interno in vivace ripresa sia da un ritrovato dinamismo dell’export di macchinari, ma anche nell’automotive, tra i settori più colpiti dai provvedimenti di lockdown 2020.

In fisiologico rallentamento, nei profili di evoluzione di fatturato e produzione, due settori che hanno ricevuto un grande impulso di crescita durante la prima fase della pandemia, quali Alimentare e bevande (+3.6% il fatturato, rispetto ai primi cinque mesi del 2019) e Largo consumo (-1.6%), dove convivono specializzazioni trainate dalle nuove abitudini di consumo (ad esempio alcune tipologie di alimenti assoggettabili a scorte, come pasta e prodotti dell’industria molitoria, e i prodotti per la detergenza della casa e della persona) e altre specializzazioni che ancora risentono della situazione variabile della crisi sanitaria (i comparti dell’Alimentare e bevande legati al canale Ho.Re.Ca. e la cosmetica).

Evoluzioni contrastanti tra segmenti di specializzazione si rilevano anche all’interno della Farmaceutica e dell’Elettronica, che pareggiano i livelli 2019 in termini di fatturato ma non di produzione. Il settore farmaceutico si trova, di fatto, in attesa di un pieno reintegro dei piani di cura ordinari, rallentati dalle cure Covid. L’Elettronica mostra tassi di crescita significativi nei dati più recenti ma sconta, ancora, un rimbalzo contenuto del comparto dei semiconduttori.

Il Sistema moda si conferma in coda alla classifica quale settore più colpito dagli effetti della recessione, in quanto legato a doppio filo alla socialità e al turismo, sia in Italia (-13.7% il fatturato dei primi cinque mesi 2021, rispetto al 2019) sia nelle altre principali manifatture europee. In Francia, dove il segmento del lusso riveste un ruolo di primo piano al pari dell’Italia, sono emersi segnali di recupero più intenso nei dati più recenti, che potrebbero però essere smorzati dall’aggravio della situazione di incertezza mondiale.

Dagli indicatori anticipatori segnali di prosieguo della ripresa ma aumenta l’incertezza sul ritmo di marcia

Gli indicatori anticipatori restano al momento concordi nel delineare attese di evoluzione ancora positiva del ciclo manifatturiero nei prossimi mesi, ma aumenta l’incertezza sul ritmo di marcia che si riuscirà a sostenere, di pari passo con il nuovo aumento dei contagi.

L’indice PMI (Purchasing Manager’s Index) manifatturiero si mantiene al momento sopra la soglia espansiva dei 50 punti raggiunta nel luglio 2020, sia in Italia sia nei Paesi europei diretti concorrenti come Germania, Francia e Spagna.


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