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Il futuro della pubblicità è il Native advertising nell’Open Web – Il Giornale delle PMI

Gli eventi del 2020 hanno comportato impatti significativi e duraturi in tutto il settore pubblicitario. Moltiplicati per le realtà sociali ed economiche odierne, hanno portato i consumatori a porre l’accento su ambienti pubblicitari affidabili e su una pubblicità mirata. Oggi, la nostra industria deve rispondere a tutto ciò aprendo la strada a una nuova era in cui i consumatori vengono veramente al primo posto.

Per fare questo, è necessario abbracciare una alternativa potente a Google e Facebook. Per noi di Outbrain significa rinnovare la nostra promessa di sostenere gli editori locali, e questo impegno è più forte che mai anche in Italia.

Al fianco degli editori per costruire il futuro

Quanto accaduto quest’anno ci ricorda che il giornalismo di qualità conta, perché la fiducia dei consumatori nelle fonti di notizie ha raggiunto il massimo storico. Infatti, secondo il Reuters Institute, per le informazioni relative al COVID-19 la fiducia dei consumatori nelle news di informazione è più del doppio di quella riposta nei social network. La crisi in corso ha rimesso in luce l’importanza del giornalismo indipendente; per citare alcuni dati, editori come il Daily Star britannico, stanno vedendo l’impatto di questo cambiamento con una crescita del 47% dell’audience raggiunta dal 47% YOY. È una testimonianza concreta del fatto che l’attenzione dei consumatori si sta spostando verso ambienti editoriali sempre più premium e affidabili.

Per mantenere questo slancio, gli editori hanno bisogno di un partner strategico per fornire innovazioni di prodotto che catturino l’attenzione del pubblico. Ecco perché una delle nostre priorità principali è stata quella di migliorare l’esperienza di feed in modo da poter alimentare la prossima generazione di discovery. Le nostre soluzioni consentono oggi agli editori di offrire un’esperienza di feed dinamica ai visitatori dei loro siti. Allontanandosi dall’approccio standard “taglia unica” e andando verso una personalizzazione significativa, l’obiettivo primario è quello di assicurare un’esperienza coinvolgente e su misura per ogni individuo. Con tassi di coinvolgimento più elevati, opportunità di ricircolo per i publisher e un migliore ROAS per gli inserzionisti, sosteniamo i publisher nella loro competizione contro il duopolio.

Cosa serve ai futuri inserzionisti

Come dimostra la campagna #stophateforprofit, cavalcare la brand-safety in un mondo di contenuti generati dagli utenti, che possono essere mal concepiti e fuorvianti, è una sfida enorme per i brand. Affinché i marketer possano raggiungere la scala che desiderano senza compromettere la reputazione del loro marchio, servono scelte più significative al di fuori del duopolio. Dichiarazioni come il boicottaggio contro Facebook sono un richiamo ad agire verso un’alternativa oramai necessaria.

Stiamo rispondendo a questa chiamata con un modo nuovo di coinvolgere realmente i consumatori all’interno di ambienti editoriali affidabili. Il lancio dei nostri ultimi formati Smartad – Native Awareness+, Carousel e App Install – porta l’efficacia delle esperienze in stile social-media nell’open web, offrendo soluzioni pubblicitarie sia di awareness sia di performance. Samsung ha voluto essere tra i primi brand in Italia a testare Native Social, una nuova esperienza pubblicitaria grazie a cui il brand ha potuto estendere le proprie campagne social da Facebook a posizionamenti brand-safe, in tutti gli editori premium del network di Outbrain con risultati di viewability ed engagement altamente soddisfacenti: +75% viewability in media, CTR medio dello 0,34% e +240% CTR verso il formato end-article.

Il punto è che i consumatori non vogliono essere interrotti online. Soprattutto in un’era in cui il marketing mirato è in crescita, i marketer devono operarsi per far risuonare ed emergere i contenuti di business. Guadagnare la fiducia dei consumatori è dunque la chiave per costruire un’economia digitale sostenibile.

Il nostro studio sui consumatori, condotto con l’agenzia di ricerca Lumen, rivela che il native advertising sui siti degli editori premium ha il 44% di probabilità in più di risultare attendibile, il 21% in più di venire cliccata e il 24% in più di portare ad acquisti futuri rispetto agli annunci sulle piattaforme social.

Inoltre, il futuro della pubblicità deve includere parametri che abbiano un senso e che possano essere misurati. Il successo di una campagna non può essere ottimizzato attraverso un modello di costo in cui gli inserzionisti pagano per impressioni che spesso vengono ignorate. Gli inserzionisti hanno bisogno di piattaforme mediatiche responsabili che si attengono a standard più elevati, come l’engagement, in cui pagano per i risultati effettivi. Il mondo della pubblicità digitale è diventato più sofisticato. È ora di alzare l’asticella su come appare l’esperienza online e di considerare come gold standard le preferenze dei consumatori.

Più veloci, più forti, più audaci

La strada da seguire è un futuro in cui gli editori sono la piattaforma preferita dal pubblico da cui ottenere informazioni affidabili e verificabili, in cui le preferenze dei consumatori vengono ascoltate e realizzate e in cui gli inserzionisti pagano per un vero impegno piuttosto che per impressions spesso ignorate. Il tema comune a editori e inserzionisti è che se ci fosse un’alternativa potente che riduce la dipendenza dal duopolio, questa dovrebbe venire dunque abbracciata. C’è la possibilità di fare proprio questo e di essere più veloci, più forti e più audaci. Mentre apriamo la porta al prossimo capitolo della pubblicità digitale, è importante chiedersi: “Come voglio che sia il futuro?”


Articolo Originale di Antonello Sessa, pubblicato in originale >a questo indirizzo< e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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